Marigliano, le mani sulla citta' di GORI: non paghi? Ti stacco l’acqua.

Vito Lombardi

Distacchi vergognosi in città con il beneplacito della politica locale e nazionale, contro la risoluzione ONU del 28 luglio 2010, che dichiara per la prima volta nella storia il diritto all'acqua "un diritto umano universale e fondamentale".

MARIGLIANO -  “Prima che si scatenino guerre per la sete, si può stabilire che le fonti appartengono alla comunità del mondo, come le nuvole, la neve, il vento, gli oceani, le maree”. Queste le parole di Erri De Luca, su un  bene comune e vitale  come l’acqua.

Un compito questo,   che spetta alla Politica. A quella politica che ha sempre  combattuto, finora solo a parole , la privatizzazione dell’acqua.  Un compito indispensabile, soprattutto adesso,  dopo i subdoli distacchi di acqua da parte di Gori nella nostra città, che, con la complicità delle forze politiche, di tutte le forze politiche, ha trasformato l’acqua, un bene primario,  in una merce.

 Alla faccia dei 27 milioni di italiani, che hanno chiesto la ripubblicizzazione dell’acqua,  la barbarie di Gori imperversa più impetuosa che mai in città.

Senza badare se in una casa c’è una persona disabile o un anziano allettato, non hai pagato? Gori stacca l’acqua, senza avvisarti. Non hai pagato perché sei un povero pensionato che non arriva a fine mese? Gori ti stacca l’acqua, senza avvisarti. Non hai pagato perché ritieni che i conti che hanno fatto siano sbagliati? Gori ti stacca l’acqua, senza avvisarti; avversa a ogni regola morale e civile.

Strafottente per delega. Mette in bolletta distacchi e attacchi dell’erogazione mai effettuati o cifre assurde senza alcuna spiegazione. La  sua sopraffazione è quotidiana  in un silenzio assordante della politica, delle Istituzioni e delle forze dell’ordine.  Tutti zitti. Tutti si girano dall’altra parte. Come i controllori del ponte Morandi, che hanno fatto finta di non vedere, fino a quando è successo la catastrofe. Tutti ciechi di fronte alla  violenza,  che si è fatta Stato.

Cosa si aspetta a spegnere questa aggressione? Visto che le parole, la democrazia  nulla hanno potuto, si aspetta una rivoluzione con armi vere?  La gente è esasperata. E assorbe con dignità la vergogna. Ma fino a quando? A ogni ingiustizia a lungo andare corrisponde una reazione. È legge? Si,  ma è una legge  ingiusta. E quindi è una legge da cambiare. E lo hanno decretato 27 milioni di persone in Italia.
Dov’è la Democrazia in Italia? Nelle pieghe del decreto Sblocca Italia, che  ha assestato un colpo formidabile alla gestione pubblica del servizio idrico?

Bisogna pagare per togliere loro la concessione? Pagate! Bisogna cacciare fuori dal tempio questi ingordi,  che  da anni succhiano  il sangue della povera gente assetandola, come Gesù fece con i mercanti a Gerusalemme. Bisogna, soprattutto,  mettere alla gogna quei politici che ammettono i ricatti, ma non vogliono sporcarsi, che fanno finta di combatterla,  ma poi ci gozzovigliano  assieme.

 Chi usa l’acqua come ricatto,  anche con i meno abbienti, chi toglie improvvisamente un bene primario come l’acqua a una famiglia con vecchi e disabili senza avviso, oppure con furbizia: raccomandate messe nella  buca postale  notificate  con firme false,  non è degno di vivere  in una società civile.  Deve essere rinchiuso, abbattuto, distrutto insieme ai suoi complici. Con ogni mezzo.

 Quando si realizzeranno le  promesse del  presidente della Camera Roberto Fico, che  partecipando nel mese di giugno a Napoli a un convegno sull'acqua pubblica, a sette anni dal referendum , ha promesso: "Io lego la mia presidenza all'approvazione da parte del Parlamento di una legge sull'acqua pubblica che difenda questo bene essenziale e faccia rispettare la volontà popolare espressa dagli italiani col referendum del 2011" ?

27 milioni di cittadini sono in trepidante  attesa.

 Foto di archivio

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