San Vitaliano, va via il maresciallo Marchitelli

Anita Capasso

SAN VITALIANO  - Il comandante dei carabinieri  Giovanni Marchitelli viene trasferito a Sant'Antonio Abate   Quando arrivò a San Vitaliano la prima cosa che pensò fu quella di farsi un giro a piedi  per il paese. Lui pugliese e figlio di appuntato dei carabinieri con indosso la divisa salutava la gente con calore. Ma il suo saluto non veniva ricambiato.

A San Vitaliano temevano la figura dei  carabinieri  e la vedevano come negativa, come quella dello  sbirro da cui stare alla larga. Da allora sono passati venti anni e il maresciallo Giovanni Marchitelli è' diventato uno di loro. I figli sono cresciuti qui a San Vitaliano e lui è diventato una figura di prossimità a cui rivolgersi in caso di difficoltà e di malefatte per consegnarsi alla giustizia.

 Addirittura due ragazze sorprese al Vulcano Buono con dei capi di abbigliamento trafugati si preoccupavano più che lo venisse a sapere il maresciallo Marchitelli che i loro familiari. Marchitelli è uno che entra nelle scuole locali per parlare di legalità e bullismo e le due ragazze non volevano deludere il comandante dei carabinieri del paese, impegnato a seminare germogli di legalità.

  Ora che va via c’è chi piange in paese.  Giovedì 20 lascerà  la cittadina per assumere il comando della caserma di Sant'Antonio Abate. I sindaci di Scisciano e San Vitaliano  questa sera martedì 18 settembre lo hanno salutato  consegnandogli una targa ricordo. Si parla anche di cittadinanza onoraria a Scisciano,  dove l'azione dell'Arma è stata incisiva per contrastare la delinquenza.

"Voglio salutare l' intera cittadinanza e ognuno che ho incrociato sul mio cammino ricordando a tutti che la legalità arricchisce e rende liberi", afferma il maresciallo Marchitelli nel salutare la sua gente. Lui che ha diretto la caserma di San Vitaliano a cui afferiva  per competenza territoriale anche Scisciano porterà con sé ogni sguardo che ha incrociato e ogni storia di vita.

 La più toccante vicenda che travolse la caserma fu l' uccisione a Nassiria nel 2003 del suo brigadiere Coletta. Accompagnando la sua vedova al Vaticano  si ritrovò' al cospetto di papa Woityla. Una scena toccante e che lo ha segnato e non poco. Buon lavoro maresciallo. Confesso che anche la stampa perde un importante punto di riferimento.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di Anita Capasso >>




Articoli correlati



Altro da questo autore