Marigliano: Verna, beffa infinita. Stop alla concessione

Anita Capasso

MARIGLIANO - Una vicenda di una gravità sconvolgente, di cui la città era totalmente all’oscuro. Protagonista ancora una volta il complesso monumentale “Antonia Maria Verna” che ora il Comune vorrebbe dare addirittura in concessione, privando la città di un suo spazio fondamentale, a lungo negato. Il Segretario Regionale per la Campania del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Maria Utili, però, ha rispedito al mittente la pratica, annunciando uno stop al piano di concessione «dell’ex chiesa dell’Immacolata facente parte del compendio di proprietà del Comune di Marigliano denominato Palazzo Verna N.C.E.U. f. 20 particella C sub 1».

Tutto era cominciato il 12 luglio scorso con la richiesta ufficiale partita dal Comune di Marigliano agli Uffici dirigenziali dei Beni Culturali di Napoli. Obiettivo? Quello di poter dare in concessione una parte del prestigioso bene culturale di via Giordano Bruno «ai sensi dell’articolo 57 bis del Decreto legislativo 42/2004». La Commissione regionale per il patrimonio culturale della Campania si è però accorta immediatamente che qualcosa non quadrava. All’appello mancavano carte importantissime e passaggi tecnici indispensabili per una valutazione di merito della richiesta. La pratica del Comune, infatti, era incompleta e priva della necessaria verifica dell’interesse culturale, obbligatoria per i soggetti pubblici.

E così i funzionari del Segretariato del Ministero dei beni culturali, armati di santa pazienza, prima hanno dovuto fare per iscritto una veloce ricapitolazione delle norme di diritto dei beni culturali: «il D. L. vo 42/2004 art. 12 ha introdotto l’istituto della verifica dell’interesse culturale per i beni appartenenti a soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro che siano opere di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga, in caso di beni immobili, ad oltre settanta anni». Successivamente hanno richiamato il Comune sulla correttezza e procedibilità della pratica: «Stante, pertanto, la necessità di procedere alla suddetta verifica dell’interesse culturale, s’invita codesto Ente ad attivare il procedimento secondo i criteri e le modalità stabiliti dal D.D. 6 febbraio 2004». Infine, hanno silurato la richiesta per la concessione del bene culturale, sospendendola di fatto fino alla conclusione del procedimento di verifica, che non è stato istruito e richiede oltre a notevoli competenze storiche anche del tempo: «Il procedimento di autorizzazione alla concessione ai sensi dell’art. 57 del D.L.vo 42/2004 si intende, pertanto, sospeso, fino alla conclusione del suddetto procedimento di verifica». Una nuova figuraccia, insomma.

Solo poche settimane fa, il 17 agosto, un piccato assessore Pino Napolitano aveva dichiarato a mezzo social, commentando in modo irrispettoso e sgarbato un mio articolo su Marigliano.net: “Per quanto attiene gli immobili di proprietà comunale, non mi pervengono notizie di ammonimenti da parte degli organi preposti alla tutela dei beni culturali con i quali, anzi, v’è un ottima intesa ed una proficua collaborazione che sta portando risultati importanti”.

Secondo l’assessore, quindi, non c’era e non c’è nessun ammonimento degli Uffici del Ministero dei Beni Culturali indirizzato al Comune. Solo un’ottima intesa, una proficua collaborazione e risultati importanti. Mentre rimaniamo in attesa di conoscere queste  intese favolose che producono strabilianti meraviglie, assolutamente non percepibili ad occhio umano, sul Verna e su Marigliano si abbatte una nuova tegola.

Intanto sul complesso monumentale si va concentrando anche l’interesse della politica nazionale che predispone interrogazioni che, secondo le indiscrezioni, saranno presentate non solo al Parlamento ma anche al Consiglio regionale della Campania e, addirittura, a Bruxelles.

La missiva del Segretariato Regionale ha scoperchiato un nuovo vaso di Pandora che non mancherà di suscitare altri vespai di polemiche per il modo con cui è stata condotta l’operazione. Senza alcuna forma di trasparenza, pubblicità o informazione verso i cittadini. Di fronte a tutto questo silenzio non si può più tacere. Qualcuno chiarisca il perché di questa ennesima, paradossale paralisi. Qualcuno spieghi la natura di questa concessione, chi siano destinatari e soprattutto quali siano i vantaggi che ne trarrebbe la comunità tutta, l’unica proprietaria del monumento.

Per concludere un 'ultima cosa,   lasciamo perdere il “Palazzo Verna”  .  Ma non sapere neppure che la chiesa inglobata nel complesso di proprietà comunale da 400 anni è dedicata ai Morti e/o alla Madonna Addolorata è davvero difficile da mandare giù.

 

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