Marigliano, assalto al Comune delle mamme dei bambini autistici: sospeso semiconvitto

Anita Capasso

MARIGLIANO -  Sospese le attività di semiconvitto per i ragazzi disabili. Scoppia la protesta dei genitori. Prendono d’assalto il Comune le mamme con i propri figli al seguito. Presiedono il palazzo di città.  Chiedono che sia assicurato il diritto ai propri figli di essere assistiti: 30 ragazzi che sono stati lasciati soli con le proprie difficoltà insieme alle proprie famiglie.

Si tratta per la maggior parte di bambini autistici che hanno trovato le porte del centro Salus di fisiocinesiterapia improvvisamente sprangate. Motivo: l’ufficio tecnico del comune di Marigliano, a seguito di un sopralluogo effettuato, ha riscontrato l’inagibilità del terzo piano della struttura adibita ad attività di semiconvitto.  

I controlli sono stati eseguiti insieme al personale dell’Asl Na3sud a seguito della richiesta presentata dallo stesso centro Salus di riconversione in regime residenziale della struttura di corso Umberto I con conseguente rimodulazione spazio-funzionale degli spazi dedicati alle prestazioni di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare.

L’ispezione ha messo in evidenza che il centro Salus era sprovvisto dei titoli autorizzativi per effettuare le modifiche all’interno della struttura. Da qui è scattato il provvedimento di sospensione delle attività di semiconvitto intimato ai vertici della struttura sanitaria che opera in regime di convenzione con il sistema sanitario nazionale. Intanto a pagare le spese sono i bambini disabili.

“Fanno a scaricabarile –denuncia Mena, mamma di Marco- il centro dice che è il comune. Il comune dice che è l’Asl intanto a farne le spese sono i ragazzi in difficoltà. Che vergogna.” Le fa eco Teresa, mamma di una ragazzina affetta da sindrome di down:”Da qui non ce ne andremo. Il comune deve dirci che ne sarà dei nostri figli. Non si agisce così sulla pelle dei più deboli”.  

Arrivano i vigili urbani che sentite le istanze dei genitori fanno da portavoce alla loro vertenza: ”Troveremo una soluzione”. L’unica realtà però al momento è che i bambini si vedono interrotte le terapie e la possibilità di interagire in contesti specifici per le loro difficoltà di comunicazione e apprendimento.

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