Commissariato di Nola, archiviato il caso Giuseppe Bruno: il poliziotto e' estraneo alla vicenda

Antonio Franzese

L'uomo, ex assistente in servizio al Commissariato di Nola, nel 2013 era stato accusato da un collaboratore di giustizia di essere un referente del clan. Oggi arriva l'assoluzione da parte del suo avvocato

NOLA.  L’agente Giuseppe Bruno era stato accusato da un collaboratore di giustizia di essere un referente del clan: finisce oggi definitivamente l’incubo giudiziario. Per l’ex assistente in servizio al Commissariato di Nola termina una disavvenuta nella quale Bruno si era trovato coinvolto.

Il poliziotto finì nel mirino della magistratura nel 2013, quando il collaboratore di giustizia, Salvatore De Martino – arrestato nel 2011 - lo accusa di essere affiliato alla cosca per ottenere informazioni riservate e evitare arresti o controlli. 

Il pentito sostenne di aver raccolto le amicizie e l’eredità del boss Felice Napoletano, ucciso nel Maggio del 2013. In particolare, parlò di alcuni poliziotti tra cui Bruno, che  rispetto ad altri colleghi del Commissariato di Nola, ugualmente coinvolti nella vicenda, sceglie di  difendersi attraverso il giudizio ordinario e non con riti alternativi.

Lo scorso mese di febbraio la sua linea difensiva di totale estraneità ai fatti contestati, rappresentata dall’avvocato Giuseppe De Gregorio, viene premiata con l’assoluzione del Tribunale di Nola “Per non aver commesso il fatto”.

 L’altro giorno, con il mancato appello del pubblico ministero e della Procura generale della Repubblica, la sentenza di assoluzione diventa irrevocabile e per Giuseppe Bruno è la fine di una brutta avventura e la dimostrazione della sua piena innocenza.

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