Incendio a San Vitaliano, al via il coordinamento 1 luglio

Nicola Riccio

MARIGLIANO - " All'indomani dell'ennesimo rogo, dell'ennesima nuvola di fumo nero che ha coperto i cieli della nostra tristemente nota Terra dei Fuochi, abbiamo deciso di tornare nelle strade per rivendicare il nostro diritto a vivere in modo normale"

Questo il comunicato stampa del nuovo Coordinamento 1* Luglio formato da diverse realtà locali quali  Associazione Nova Koinè, Associazione YaBasta!, Cooperativa Luoghi Comuni, Forum Ambiente Area Nolana, Reste Stop Biocidio, Azione Cattolica di Scisciano, Ex dipendenti licenziati dell’azienda Ambiente S.p.a, Ordine Francescano Secolare, Salice Bianco, Rinascita Marigliano, Circolo Legambiente Ottaviano, Cento Passi San Vitaliano, GIFRA San Vito, collettivo utopia che continua :

"Noi siamo quelli che costantemente hanno denunciato l'eco-mostro di Acerra (lorsignori lo chiamano Termovalorizzatore), come pure lo scempio di Boscofangone, i disastri di Agrimonda, lo scandalo dei pneumatici di Scisciano, le devastazioni provocate dalle vicende della Cereria Nappi, la barbarie dei roghi che hanno devastato il Vesuvio e il Monte Somma. Abbiamo da ultimo rotto il silenzio sui dati terribili di PM10 nel nostro territorio.

Ed ora l'incendio di Ambiente S.p.a. a San Vitaliano rappresenta l'ennesimo schiaffo a tutta la zona che va da Acerra ai paesi del nolano. 

Da troppi anni subiamo incuria,  logiche affaristiche e   scelte scellerate in materia di ambiente. E subiamo anche l'azione criminale di chi per anni ha allegramente lucrato sulla devastazione di quella che un tempo era chiamata Campania Felix. La nostra regione non vive più l’”emergenza” rifiuti ma è sottoposta costantemente ad incendi di varia natura. Siamo di fronte ad una situazione endemica a cui bisogna porre argine. La crisi ambientale è un miscuglio economico ed etico e le ecomafie imperversano. La camorra con la sua pervasività entra a tutti i livelli e ha sfregiato e continua a danneggiare il territorio. A fronte di ciò abbiamo buone intenzioni, volontà di cambiamento abbastanza velleitarie perché il corpo sociale non riesce a dotarsi di necessari anticorpi. Si è fatto prevalere l’utile al bene comune. L’orizzonte capitalistico affaristico prevale.

Noi lo diciamo con chiarezza: quello che è accaduto il primo luglio a San Vitaliano non deve restare impunito. Non lo si può archiviare come una cosa tra le tante che arrivano sui tavoli di comuni e regione. 

Da quest'ultimo rogo noi vogliamo ripartire. Vogliamo ottenere, una volta per tutte, la riqualificazione ambientale del nostro territorio. 

Lo esigiamo. 

Il tempo delle semplici e gentili richieste è terminato. Ce lo ricorda ogni giorno il numero dei cittadini delle liste d'attesa nei centri oncologici, che cresce sempre di più; così come quello dei morti per tumori e malattie respiratorie. Tutti dati che non hanno eguali nel resto d'Italia. 

È un contesto davvero drammatico quello che abbiamo intorno, in questa ampia area che comprende decine di comuni!

Ed è perciò francamente indegna la mancanza di chiarezza da parte delle istituzioni sull'entità del danno causato dall'incendio di Ambiente S.p.a.

E sono sconcertanti le dichiarazioni dell'ARPAC, che minimizzano (come fanno sempre, da anni, di fronte ai tanti disastri ambientali  che si verificano sul nostro territorio).

Giudichiamo, infine, un vero e proprio schiaffo alla cittadinanza le interviste dei dirigenti della società Ambiente S.p.a., che parlano dell'esplosione di una bomboletta spray come causa di questo incendio di proporzioni colossali. 

Se davvero così fosse, se una azienda di questa importanza davvero andasse in crisi per una semplice  bomboletta, allora la si dovrebbe immediatamente allontanare da qualsiasi pubblico appalto e bisognerebbe che la pubblica amministrazione avviasse senza indugio la procedura di rescissione dei contratti in essere per "manifesta inadeguatezza". Ed ovviamente si dovrebbe aprire subito anche una seria inchiesta sulle misure di sicurezza e sui piani di emergenza.

Ma noi non vogliamo neppure insistere più di tanto sulle cause dell'incendio. Se ne occupi, con scrupolo, la magistratura. . Una cosa, però, è certa gli incendi si verificano molto spesso. Se proviamo ad allargare lo sguardo noteremo che l’elenco degli “incidenti” è notevole, casi simili li ritroviamo in molte regioni ed hanno sempre luogo in imprese legate allo smaltimento o trattamento dei rifiuti. 

Quello che vogliamo invece fare è rivendicare con decisione il diritto alla vita. Indichiamo, perciò, a tutti i cittadini, e alle istituzioni, i seguenti  6 punti, che sono, allo stesso tempo, sia proposte che impegno di lotta:

1) Esigiamo un controllo puntuale e severo sugli impianti presenti nel nostro territorio, in particolare sulle misure di sicurezza che vigono in tali impianti e sui piani di emergenza. Gli impianti non a norma debbono essere denunciati immediatamente e vanno chiusi!

2) Esigiamo che i Comuni si dotino di piani specifici in caso di roghi e che forniscano ad ogni cittadino un vademecum sui comportamenti che i singoli devono adottare in caso di emergenza. Ad ogni emergenza assistiamo, infatti, ad una comunicazione frammentaria e parziale, fatta con strumenti non adeguati e che non raggiunge tutti i cittadini. Queste disfunzioni debbono cessare!

3) Esigiamo che i Comuni si costituiscano parte civile nei procedimenti penali che inizieranno a proposito dell'incendio nei capannoni della ditta Ambiente s.p.a; e annunciamo da subito che anche la nostra rete di singoli ed associazioni chiederà di costituirsi parte civile. Vogliamo vigilare sulle indagini. Siamo stanchi di disastri che restano senza colpevoli!

4) Esigiamo  che vengano analizzati e refertati i resti dell’incendio alla presenza delle associazioni ambientaliste e dei comitati, così come la pubblicazione dei documenti ufficiali dell’azienda relativi a quanto e a cosa era stoccato all’interno dei capannoni e che venga dqa subito assunta tutta la documentazione video dell’impianto di sicurezza

5) Esigiamo da subito che le istituzioni intraprendano misure concrete e verificabili di fronte ai continui sforamenti del PM10 sui nostri territori. I dati delle centraline sono infatti terribili e ci mostrano  una situazione emergenziale che non ha paragoni in Italia. Le istituzioni fanno finta di niente;  per questo motivo preannunciamo un'azione legale contro l'inadempienza delle autorità!

6) Esigiamo che vengano affrontate le emergenze ambientali che affliggono da anni i nostri territori: dalla vergogna di Agrimonda all'inquinamento di Boscofangone alla frazione combusta del deposito di pneumatici di Scisciano.  Al tempo stesso riteniamo che ogni nuovo impianto dannoso per l’ambiente vada bloccato, il nostro territorio ha già dato abbastanza!

Non abbiamo più intenzione di assistere impotenti all'ignavia delle istituzioni ed esigiamo una bonifica immediata di queste aree. Abbiamo intenzione e voglia di contribuire alla salvaguardia del bene comune e vogliamo farlo insieme e accettando il contributo di tutti. Non ci interessano interventi gridati e poi tutti a casa per continuare il giorno dopo come se non fosse successo niente. Ci interessa una lucida indignazione che ponga in campo le necessarie competenze, lo studio e la formazione di una coscienza civica.

Questi i punti  sui quali ci muoveremo e sui quali sfidiamo le istituzioni a fare la loro parte.

Crediamo, infine, che sia un sacrosanto diritto dei cittadini essere informati sulla situazione ambientale delle zone in cui vivono; e per questo motivo domenica 15 Luglio alle ore 10:30 saremo davanti al Centro Polifunzionale in Via Appia a San Vitaliano per rivendicare il nostro diritto alla vita e i punti della nostra piattaforma.

A tutti e a tutte chiediamo di essere presenti e di rafforzare una iniziativa che ci riguarda tutti in prima persona. È arrivato il tempo di fare meno chiacchiere e più cose concrete!

 

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