Marigliano, Gori: bollette stratosferiche e acqua staccata senza pieta'. Anche ai morti.

Anita Capasso

MARIGLIANO - Salassi della Gori anche ai morti  e acqua interrotta senza pietà. 1.600 euro d'acqua intestati ad una donna di Lausdomini, via Caliendo,  morta il 17 agosto del 2008.  La sua casa è chiusa ancora prima di allora: dal 2005, da quando si allettò e andò a vivere dai figli.  Bollette stratosferiche con cifre che vanno dagli 800 euro ai duemila euro e passa.

 A Marigliano, l’acqua costa cara, anzi carissima.  Non ne sono esenti neanche i cari estinti. Ne sanno qualcosa i tanti cittadini vessati da richieste di pagamento da capogiro. Una signora in via San Marcellino, raggiunta da una bolletta di 800 euro, che  addirittura di fronte a quella somma rivendicata dal gestore, piange e si sente venir meno. Non ha consumato quell’acqua. La signora è anche cardiopatica. Il figlio la rassicura e si reca a Pomigliano agli sportelli della Gori.   La soluzione è fare un ricorso per perdite occulte, ma intanto bisogna pagare.

 Un’altra donna in coda all’ufficio postale deve versare oltre mille euro a fronte di un non consumo. E chi non paga? Si vede tagliare l’acqua senza pietà. All’improvviso! E negli orari più inconsueti. Nella prima mattinata o all’orario di pranzo.  Perché se devi patire la siccità la devi patire.

Successe così anche al convento di San Vito che, nonostante la casa di riposo per anziani, fu lasciato senza un filo d’acqua.   Il consumo addebitato era enorme per un monastero che vive di carità. Un operaio appose i sigilli al contatore, senza neanche farsene accorgere e scappò via.

Non si ferma il gestore che detiene una rete idrica colabrodo,  che perde acqua ovunque e che lascia spesso a secco. Hai in casa neonati, bambini, non deambulanti, allettati che hanno bisogno di essere lavati continuamente? Loro  non se ne fregano…l’acqua la staccano comunque. Sei moroso? Non hai pagato?  Non puoi avere  sorella acqua . L’acqua non è pubblica, nonostante una volontà referendaria. Il bene vitale resta privato.

Acqua staccata anche a Pontecitra,  in via san Rocco 1 , di fronte all’Asl di Pontecitra. E’ toccato a Pasquale Ciappa, agli arresti domiciliari e quindi impossibilitato ad uscire. L’utenza era intestata alla moglie morta qualche anno fa a causa di un brutto male. Poi c’è stato il cambio di utenza. Somma rivendicata dalla Gori duemila euro. Parte il contenzioso. Con lui ora vive una nuova compagna che ha una sorella disabile.

Neanche un preavviso: arrivano all’orario di pranzo e gli staccano il contatore. L’acqua è un bene di prima necessità, vitale come si fa a staccarlo? Non esistono neanche più le fontane pubbliche, ora ci sono le case dell’acqua. Tutto privatizzato, fra poco anche l’aria che respiriamo dovremo pagare.

Nella foto il contatore di via Rocco staccato alle ore 13:00

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