Giovanni Delbo, guardia giurata licenziata. Senza contributi gli bloccano la Naspi.

Anita Capasso

Il sussidio c'è ma viene trattenuto dall'Inps per far fronte ai contributi che la società di vigilanza non ha versato

CIMITILE - Non si arresta l’odissea   lavorativa   per  le guardie giurate. Licenziati e senza contributi.  Questa volta proponiamo il caso del 39 enne Giovanni Delbo, originario di Cimitile,  assunto con mansione di portierato dalla “Service Group”,  ma senza arma. Giovanni è stato prima licenziato insieme ad altri colleghi nel 2014, poi reintegrato nel 2015 con sentenza del giudice del lavoro e poi di nuovo licenziato.

 

I contributi, però,  non vengono versati nelle casse dell’Inps. Nel frattempo riceve la disoccupazione speciale, la Naspi, tanto per intenderci. Dopo tre mesi  il sussidio gli viene interrotto. Motivo? Giovanni Delbo, scopre con sommo stupore e senza che mai gli sia stato notificato,  di essere in debito con l’Inps. La domanda nasce spontanea :perché?

 La società condannata a reintegrare i lavoratori di cui fa parte anche lui , nella sentenza del tribunale di Avellino, doveva corrispondere gli stipendi e i contributi. Cosa a cui non ha dato seguito. Per le mensilità, no problem: la questione è stata risolta con il pignoramento. Resta aperto, però,  il nodo dei contributi che la società, stando alla denuncia di Giovanni Delbo, non ha provveduto, e non provvede, a versare.

“E’ vergognoso –denuncia Giovanni Delbo- dagli stipendi sono stati trattenuti i contributi che non sono stati versati dalla “Service Group” nelle casse dell’Istituto Nazionale di Previdenza , e che li dobbiamo pagare due volte? L'Inps conosce la sentenza e si rivale su di me. Vergognoso: mi hanno interrotto la disoccupazione per questo. Ma non è giusto”.

 La società in questione, ironia della sorte,  lavora anche nelle sedi dell’Inps”. Giovanni Delbo si è rivolto ad un avvocato per spingere l’Inps a recuperare i contributi dalla società e a lasciare stare i soldi della sua Naspi , quelli della disoccupazione per capirci, che non possono essere utilizzati a copertura delle inadempienze  contributive commesse  dalla società di vigilanza. A seguire il lavoratore c’è anche il sindacato Sinalv. Una situazione ben nota all'Inps, stando ai numerosi solleciti, a colpi di denunce.

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