Clima di piombo a Brusciano. Bombe carta e spari.

Anita Capasso

È guerra per il predominio delle piazze dello spaccio.

BRUSCIANO - Bomba carta e spari a Brusciano. E’ stata una domenica di fuoco per la popolazione di Brusciano che si appresta ad andare alle urne nel clima di terrore. Nella tarda serata di ieri una bomba carta è stata fatta esplodere in via Eduardo De Filippo, nei pressi dell’isolato 7, notoriamente abitato da pluripregiudicati.

 Poco prima ci sono stati anche numerosi  colpi di pistola. Chi ha sparato? Nessuno parla. A Brusciano: il clima è di terrore. La gente ha paura di uscire per strada. Si spara al centro e in periferia. Non c’è fascia oraria protetta. Fuoco e bombe ad ogni ora del giorno. Nel mirino soprattutto il rione di edilizia popolare 219, cuore della faida e del fiorente spaccio.

La potente deflagrazione di ieri oltre a squarciare il silenzio ha provocato danni allo stabile e rottura di vetri. Per fortuna senza morti e feriti. Ma quando ancora durerà questa storia? E’ dal 2016 che è iniziata la guerra che ha trasformato la cittadina in un far west. Il boato è stato avvertito anche nel centro cittadino e nella vicina Castello di Cisterna. Gli inquirenti non hanno dubbi: si tratta di un avvertimento maturato nell’ambito della gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Brusciano è diventato un potente market della droga per tutto il circondario, seconda solo a Secondigliano. Sono due i gruppi che si contendono l’affare sostanze stupefacenti, prima erano alleati ora sono in guerra fra di loro e da mesi si sfidano a colpi di pistolettate e bombe carta. E’ da due anni, infatti, che a Brusciano il clan storicamente dominante, quello dei Rega, deve scontrarsi con il gruppo emergente.

Gli affari illeciti su cui vertono gli interessi sono anche le attività commerciali dove impongono il pizzo e per chi non paga arrivano le bombe. Ordigni sono stati fatti esplodere sotto le saracinesche di un negozio cinese e anche di una concessionaria d’auto di via Camillo Cucca. E’ da mesi che i carabinieri di Castello di Cisterna con il capitano Tommaso Angelone chiedono alla gente di collaborare anche in forma anonima, ma qui le bocche restano cucite.

 L’omertà regna sovrana e il lavoro per le forze dell’ordine si complica. Inutile dire collaborate: ognuno si fa i fatti suoi, ma il pericolo è che rischiano di rimanere coinvolte anche persone innocenti. Nei mesi scorsi, infatti, si sparò in via Semmola e alcuni proiettili vaganti colpirono un povero anziano che era nel tabacchi.

In questo scenario si va alle urne e chi uscirà vincente deve dare delle risposte in tal senso: Brusciano non vuole passare alla storia come il paese delle stese e delle bombe. I candidati sono chiamati a confrontarsi su questi temi e a mettere in atto misure che fungano da deterrente alla criminalità.

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