Il Sinalv contro gli istituti di vigilanza che aprono sotto falso nome

Anita Capasso

Il Sinalv, sindacato autonomo nazionale guardie giurate,  passa al contrattacco puntando l’indice contro le società di vigilanza che non pagano gli stipendi e aprono altre società sotto falsi nomi agendo  attraverso prestanome.

Il sindacalista Giuseppe Cuccurullo ci va giù duro su questa questione soprattutto in relazione ai poveri lavoratori che vengono dismessi calpestandone i diritti e la dignità senza neanche versargli i dovuti contributi .

Chiede controlli da parte della Prefettura e degli organi preposti per ripristinare la legalità in questo settore. Il caso viene sollevato anche in Questura. “Vi sono molti Istituti di Vigilanza Privata – denuncia Cuccurullo - che pagano gli stipendi quando vogliono e se vogliono o quando hanno tempo. Basta vedere gli Imprenditori che chiudono per fallimento le Società di Vigilanza e ne aprono altre con nomi diversi ed intestano licenze ai famosi presta nomi, quando i veri proprietari sono sempre gli stessi”.

 Secondo il Sinalv la libera concorrenza nel settore, se, da un lato ha prodotto un aumento del numero delle licenze, dall’altro ha provocato la chiusura di numerosi Istituti di Vigilanza. Ciò accade perché  la libera concorrenza non è comunque regolamentata”.

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