Brusciano, cinque in manette per droga e armi

Redazione

BRUSCIANO - Stretta dei carabinieri sulla criminalità a Brusciano: 5 in manette per droga e armi. A finire agli arresti per la detenzione illegale di un fucile a canne mozze e circa 100grammi di Crack, materiali per la lavorazione ed il confezionamento dello stupefacente, ai fini di spaccio, sono stati due uomini e tre donne.

L'operazione dei carabinieri si è snodata tra Brusciano e Roccabascerana, piccolo comune in provincia di Avellino, dove in un appartamento  intorno al quale, le telecamere di sorveglianza hanno registrato un notevole andirivieni, era stata allestita una vera e propria officina per la lavorazione del Crack ed il confezionamento.

 

I FATTI. I carabinieri della stazione di Marigliano, diretti dal comandante Raffaele Di Donato, durante un posto di blocco per il controllo del territorio, finalizzato proprio al contrasto delle attività illecite della criminalità locale, hanno intercettato un'auto, una Mercedes classe B, che viaggiava a velocità sostenuta e con fare sospetto.

I militati hanno riconosciuto immediatamente nel conducente, il pregiudicato Antonio Iannucci, 26enne, i cui fratelli, Marco e Roberto furono arrestati appena pochi mesi fa per detenzione di armi e droga. I carabinieri hanno fermato la vettura e sottoposto a controlli il suo conducente, che è apparso sin da subito nervoso ed agitato, ma poco collaborativo, i carabinieri sono stati costretti a smontare l'auto per riuscire a rinvenire la droga, circa 36 grammi di Crack, suddivisi in singole dosi, che l'uomo aveva ben nascosto.

A quel punto è scattato il fermo e gli uomini dell'Arma hanno dato via ad una serie di perquisizioni domiciliari, preso l'abitazione di via Pirandello a Brusciano, dove risiedeva il 26enne e presso un appartamento sito nel piccolo comune di Roccabascerana, in provincia di Avellino, appartamento nel quale i carabinieri sono giunti grazie ad un'intuizione, avendo rinvenuto in possesso del Iannucci, un documento originale di identità di una donna, residente appunto nel predetto appartamento.

Non ci è voluto molto per dare ragione all'intuito dei carabinieri, che giunti nell'appartamento di Roccabascerana, occupato da Emanuela Di Maio, 33enne di Brusciano, suo marito Alessandro Colinto, 45enne di Brusciano i loro bambini e Rosa Antonelli, 43enne, proprietaria dell'abitazione in questione,  hanno infatti rinvenuto circa 80 grammi di crack, suddivisi in singole dosi, pentolini e attrezzature varie perla lavorazione dello stupefacente, 7 bilancini e materiale per il confezionamento.

Dalle videocamere di sorveglianza installate lungo il perimetro della casa, si è potuto appurare che intorno all'appartamento vi era un continuo andirivieni, attribuibile presumibilmente ad una florida attività di spaccio. A questo punto i carabinieri, avendo ben chiaro il quadro delinquenziale dei soggetti, hanno deciso di estendere la perquisizione domiciliare anche all'abitazione di residenza di Colinto a Brusciano, facendo nuovamente centro: qui infatti in un'abitazione di via Pirandello, intestato a Giovanna Campagna, 57enne, suocera di Colinto, i carabinieri hanno rinvenuto un fucile a canne mozze, e le cartucce calibro 12.

Il fucile è risultato essere provento di un furto avvenuto a Sala Consilina nel 2011. I cinque sono finiti tutti in manette, al termine delle formalità di rito, Colinto è stato associato al carcere di Avellino, mentre la Antonelli a quello di Bellizzi. Domiciliari per Iannucci, Di Maio e Campagna.

Un ottimo segnale quello dei carabinieri coordinati dal comandante compagnia di Castello di Cisterna, capitano Tommaso Angelone, che ancora una volta hanno dimostrato un impegno assiduo e costante sul territorio, una risposta di fiducia e speranza per la cittadina di Brusciano, stretta nella morsa della faida di camorra proprio per il controllo delle piazze di spaccio, alla quale i militari con la loro attenzione lanciano l'ennesimo messaggio di incoraggiamento, come a dire, “noi ci siamo, non abbassiamo la guardia. Ma la città non abbassi la testa”.

Monica Cito

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