Incendio al Cis di Nola appiccato per assicurazione, nei guai dipendenti e rappresentante legale

Dopo un anno dal rogo arriva la triste verità. Ecco tutti i dettagli e le persone coinvolte nell'indagine condotta dal commissariato di Nola e dal nucleo investigativo antincendi dei Vigili del fuoco di Napoli

NOLA – Arriva la triste verità dopo un anno dal rogo che si è sviluppato il 25 Gennaio del 2017. Cinque mezzi dei vigili del fuoco ci vollero per spegnere il rogo. Furono coinvolti alcuni capannoni dell'isola 1. Le fiamme si propagarono a partire dalle 19.30, subito dopo l'orario di chiusura. L’incendio è stato appiccato per intascare i soldi dell’assicurazione.

Al termine di una lunga attività investigativa condotta dal commissariato di Nola e dal nucleo investigativo antincendi dei Vigili del fuoco di Napoli, coordinati dalla Procura di Nola, è stata data esecuzione ad un'ordinanza applicativa di misura cautelare personale  nei confronti di Aniello Iervolino e di Antonio Pagano, Angelo Pagano e Massimo Pagano, il primo rappresentante legale e gli altri tre dipendenti della società “GIAM srl”.

Le indagini si sono sviluppate grazie alla presenza di sistemi di videosorveglianza ed all'apporto tecnico dei Vigili del fuoco, i quali fornivano i primi spunti investigativi. Iervolino è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione, i tre fratelli Pagano all'obbligo di dimora nel comune di San Giuseppe Vesuviano.

Gli indagati dovranno rispondere di incendio doloso avendo provocato l'incendio del capannone da loro locato all'interno del Cis di Nola. arrecando danni significativi ai capannoni adiacenti e mettendo in pericolo l'incolumità altrui. A seguito del rogo, la società “GIAM” avanzava alla compagnia assicuratrice richiesta del risarcimento danni per quanto accaduto. aspetto che lascia intravedere il fine ult imo dell'azione delittuosa.

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