Malati psichiatrici come pacchi di Natale: 85 famiglie coinvolte nei trasferimenti

Nicola Riccio

I pazienti protestano : “La continuità terapeutica è un diritto!”.

ACERRA –Sono terrorizzati e ci chiedono aiuto. Ci arriva in redazione un grido di dolore. E’ quello di 40 pazienti che, con le rispettive famiglie, si vedono obbligati a subire un trasferimento che li riporta a 3 anni indietro. E’ quello di 45 operatori che, con le rispettive famiglie, questo Natale finiranno sul lastrico. 85 famiglie, quindi, coinvolte che, attraverso questo giornale, vogliano  esprimere le loro perplessità sulle scelte imperative dell’ASL.

Persone trattate come pacchi di Natale. In sintesi, 40 utenti saranno ri-trasferiti nelle strutture intensive di provenienza. “ Non c'è libertà di scelta, o ti trasferisci o resti per strada”. Questo è il destino delle persone che hanno seguito un percorso di riabilitazione psichiatrica di circa 3 anni nelle SIR Pulcinella di Acerra  e Spartaco e Gladiatore di S. Antimo, ed oggi si ritrovano ad essere trasferiti in strutture “fatiscenti”. Va sottolineato che le strutture che li ospiteranno sono le stesse dalle quali erano stati dimessi tre anni prima. “Il trasferimento quindi – secondo chi ci scrive -rappresenta un fallimento del percorso riabilitativo e degli obiettivi raggiunti”.

Oggi il malato psichiatrico per la società è ancora un tabù. “ La notizia di essere trasferiti – recita la nota - nel giro di qualche ora in questi “ospedali” accreditati in cui i pazienti hanno vissuto in passato e a breve ritorneranno, ha generato scompenso nei pazienti e agitazione nei familiari.   Con questo risulta evidente un’insensibilità da parte dell’ amministrazione dell’aslna2nord nel prendere una scelta così affrettata senza la possibilità di preparare gli utenti psicologicamente, di avvertire le famiglie e di trovare una sistemazione che potesse essere continuativa. A testimonianza di tutto ciò vi sono i pazienti stessi e le famiglie che nell’arco di questi tre anni hanno preso coscienza dei miglioramenti effettuati dai loro cari”.

I pazienti si sono opposti e chiedono di continuare il proprio percorso personalizzato “e non di troncarlo né con un’azione di forza, né con vaghi e mendaci convincimenti, né di annullare quanto imparato facendosi rinchiudere in cliniche improduttive e deprimenti dove l’unica attenzione è rivolta alla sedazione e al controllo dei sintomi così da annullare ogni emozione e ogni protesta”

I pazienti sono disposti a lasciare la Struttura a patto che l’ASL Napoli 2 Nord abbia non solo idee da proporre ma fatti reali: un nuovo centro di riabilitazione psichiatrica. Quindi i pazienti chiedono che l’Asl metta a disposizione una propria Struttura così come promesso da tempo ma con gli stessi operatori che li hanno seguiti in questo tempo perché la continuita’ terapeutica è un diritto! L’immobilismo, il disinteresse, l’insensibilità messa in atto dai vertici dell’Azienda Sanitaria Napoli2 Nord è la causa della sofferenza di questi pazienti evidentemente interessati solo a passerelle politiche e non ai reali bisogni dell’utenza!

Ecco la storia :

“Il 5 dicembre 2017 la Cooperativa Sociale Mercurio D’Oro che gestiva dal 2014 il servizio di assistenza riabilitativa psichiatrica presso le strutture “Gladiatore” e “Spartaco”* di S.Antimo, e “Pulcinella”** di Acerra, ha ricevuto la comunicazione dal comune di S.Antimo di interruzione del servizio ad horas per quanto riguarda le prime due delle tre strutture ricadenti nel suo dominio territoriale. Questa seguiva la comunicazione dell'Asl di proroga del servizio fino al 30 novembre 2017. Dopo tre anni di attività e di gratificazioni ricevute da parte delle famiglie degli utenti per i progressi raggiunti e gli obiettivi conseguiti, per l'assenza di ricadute, i pazienti nella mattina dello stesso giorno sono stati avvisati di un trasferimento urgente in strutture neuro psichiatriche. In una fase in cui molti di loro non erano pronti ad un cambiamento radicale, in termini di trasferimento in strutture a più bassa intensità assistenziale e con un maggiore livello di autonomia personale, hanno visto violata quella che consideravano a tutti gli effetti una vita ordinaria da persone che hanno percepito come estranee al contesto di familiarità con le strutture (la loro casa effettiva) e il personale operativo, considerato parte integrante di esse e della propria famiglia di origine. Ciò trova giustificazione nei tre anni di riabilitazione, nell’intenso lavoro di formazione individuale alla condivisione e alla interazione sociale con l’unica finalità di sradicare dall’isolamento emotivo e dall’autoemarginazione i soggetti più fragili e particolarmente suscettibili alle sollecitazioni esterne al loro mondo fatto di utopia.

Gli operatori dell’Asl, illudendo gli utenti con la scusa di un trasferimento fattibile e subitaneo in strutture qualitativamente superiori, vedendosi respinti energicamente, hanno iniziato a rassicurare questi ultimi promettendo loro una continuità ininterrotta dei rapporti personali senza perdere i contatti con gli altri inquilini delle tre strutture in questione, operatori compresi. Giustificazioni  per nulla supportate dai fatti e che non tengono conto delle esigenze reali degli utenti, i quali si vedono trattare come dei pacchi postali nella prospettiva futura di essere smistati ovunque in strutture sparse qua e là per il territorio campano, e forse oltre. E dal punto di vista del percorso evolutivo di cura che in questi termini rappresenta una tremenda involuzione. Senza contare poi che quarantacinque famiglie di lavoratori onesti e parsimoniosi questo Natale finiranno sul lastrico. E’ l’ennesimo episodio di spreco di denaro pubblico e della mancata reintroduzione sociale di soggetti considerati atipici ai quali la legge Basaglia ha voluto restituire dignità e diritti”

 

 

 

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