Marigliano, pioggia di fondi per il convento di San Vito.

Anita Capasso

La Regione stanzia 200 mila euro.

MARIGLIANO - Pioggia di fondi per il rifacimento e il consolidamento del tetto del convento dei frati minori di San Vito. Il governatore della Regione Campania, De Luca, tiene fede agli impegni assunti durante una recente visita nel complesso monastico. Stanziati 200 mila euro per far fronte alle emergenze.

Si tratta di fondi regionali destinati ai luoghi di culto nella programmazione 2017.  A darne notizia è Michelangelo Esposito Mocerino, già consigliere comunale,  sensibile alle attività dei frati francescani. Avevano lanciato l’Sos i monaci per salvare l’importante monumento, fulcro della cristianità. Numerose le iniziative avviate dalle varie associazioni per sostenere l’iniziativa. Ma la corposa cifra del restauro appariva lontana.

Ad accorciare le distanze ci ha pensato la Regione che in un primo momento aveva tagliato un fondo di 100 mila euro destinato alla chiesa di San Vito. Adesso invece la cifra è stata raddoppiata in base all’enorme mole di lavori che bisognerà effettuare per preservare il monumento. De Luca, infatti, accompagnato sul posto da Michelangelo Mocerino si rese conto della drammaticità della situazione già denunciata dagli storici locali in più occasioni.

“San Vito è un gioiello che va preservato. Come Regione non possiamo permetterci di far cadere a pezzi il convento”: affermò De Luca. Detto, fatto. Dopo pochi mesi arriva la risposta che da sempre aspettava la città. E’ emozionato il nuovo padre guardiano, fra Giuseppe Sorrentino, che da quando è arrivato sta facendo di tutto per catalizzare l’attenzione sul monumento di San Vito e le sue preziose testimonianze archeologiche, iconografiche e libraie oltre che artistiche.

Fra Giuseppe sta scendendo tra la gente parlando il loro linguaggio, aprendo le porte del convento e riaccendendo la luce su storia e tradizione. Ora si punta al restauro del monumentale soffitto dipinto che raffigura la “Gloria del Martire”, San Vito  la cui tomba è custodita da oltre mille anni proprio nella basilica conventuale. Le infiltrazioni delle piogge provenienti  dalle sconnessioni del tetto insieme ai detriti stanno provocando, infatti, danni gravissimi  al soffitto.

Enormi buchi e continue cadute di materiale hanno fatto scattare l’emergenza. Lo storico Giovanni Villano invita ad affidare i lavori solo a mani esperte, sotto la guida della Soprintendenza:” Già troppi danni sono stati causati in passato da interventi non in linea con l’arte e l’archeologia cittadina. Bisogna cambiare rotta e puntare sui restauri filologici”.

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