Contraffazione tra Roma e Napoli, scoperte tre stamperie e sequestrati 28 milioni di euro falsi

Antonio Franzese

NAPOLI/ ROMA - Scoperte tre stamperie per la contraffazione di banconote e arrestate 13 persone. Il Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Napoli e il Nucleo speciale polizia valutaria della guardia di finanza di Roma hanno eseguito un provvedimento che dispone misure cautelari personali nei confronti di tredici persone (otto arresti domiciliari, tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e due divieti di dimora). L'accusa è associazione per delinquere finalizzata alla produzione e alla commercializzazione di banconote contraffatte.

L'operazione s'inquadra in una più ampia e articolata indagine, iniziata nel 2012 e sviluppata sotto la direzione della procura della Repubblica di Napoli/Direzione Distrettuale Antimafia, che ha permesso di disvelare la costituzione e la piena operatività di un'organizzazione criminale - ramificata sul territorio nazionale ed europeo, con basi operative in Campania e in Romania - dedita prevalentemente alla falsificazione di banconote di euro contraffatte ed alla loro messa in circolazione nel territorio italiano e dell'Unione Europea.

Nel corso dell'attività investigativa, sono state scoperte 3 stamperie clandestine (di cui una in Romania) complete di macchinari e strumentazione per la produzione di banconote false, sono stati sottoposti a sequestro oltre 28 milioni di euro di banconote contraffatte (in specie, 939.775 banconote contraffatte da 10, 20 e 50 euro) e sono stati tratti in arresto in flagranza di reato 13 responsabili.

I sofisticati macchinari off set sequestrati nelle stamperie si sono dimostrati altamente performanti e gli accertamenti effettuati sulle banconote hanno permesso di constatarne la pregevole fattura, in grado di ingannare facilmente chiunque ne fosse venuto in possesso. Giuseppe Angelotti di Marano di Napoli, e Giovanni Capasso di Casoria, che avvalendosi di una decennale esperienza nel settore, hanno allestito stamperie clandestine per la produzione di banconote contraffatte sia in Italia (Torre Annunziata) che all'estero (Romania). 

La compagine delinquenziale ruotava attorno alle figure di Giuseppe Angellotti (64 anni), di Marano di Napoli, e Giovanni Capasso Giovanni (59 anni), di Casoria, che avvalendosi di una decennale esperienza nel settore, hanno allestito stamperie clandestine per la produzione di banconote contraffatte Euro contraffatte sia in Italia (Torre Annunziata) che all’estero (Romania)

 

Per la predisposizione degli opifici abusivi, l’organizzazione si è avvalsa del contributo essenziale di Aniello Rivieccio (67 anni) e del figlio Michele (38 anni) di Torre del Greco, esperti manutentori di macchinari tipografici professionali (unitamente a Sergio Gargiulo, 61 anni, di Santa Maria Capua Vetere) nonché di appoggi logistici garantiti dalla complicità di Antonio Carillo (46 anni) e della famiglia Visiello (Gennaro, 71 anni e i figli Michele, 47 e Santo, 42), tutti di Torre Annunziata e anche finanziatori delle operazioni illecite). Il ruolo di intermediario per lo smercio della valuta contraffatta era svolto invece da Felice Izzo, 51 anni, di Torre Annunziata, che si prodigava nel procacciare clienti interessati nell’acquisto delle banconote falsificate tra i quali spiccavano le posizioni dei fratelli Cante, Enrico (49 anni) e Domenico (52 anni) entrambi di Giugliano in Campania.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net



Articoli correlati



Altro da questo autore



Viaggi Lucio
test 300x250
In Evidenza
test 300x250