Nola, fallimenti al Cis: "Bisogna intervenire per imprese, dipendenti e famiglie"

Vincenzo Esposito

Continua la battaglia posta in essere da Confedercontribuenti per fare luce sulla situazione del polo commerciale nolano

NOLA – Si promette lunga la battaglia  da Conferdercontribuenti, per chiarire il motivo per il quale uno dei maggiori centri commerciali all’ingrosso d’Europa, il Cis di Nola, sia finito nella situazione in cui oggi è.
 
“L’immagine di un apparato che ha grosse difficoltà, diviso tra crisi economica e fallimenti” – la sintesi che ne fornì il Presidente Finocchiaro in principio di questo percorso fatto di incontri, discussioni, ed invito alle autorità ad approfondire la delicata questione dei fallimenti a catena :“Bisogna intervenire sui responsabili di tale situazione che  riguarda 300 imprese, i loro dipendenti e le famiglie. Come Confedercontribuenti chiediamo a nome degli imprenditori CIS che si verifichino eventuali responsabilità del Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale del CIS, dell’organo di vigilanza di Banca d’Italia nonché del consiglio di amministrazione degli istituti di credito coinvolti. Non possiamo accettare che per compiacere a poteri più o meno forti si faccia chiudere il più grande centro commerciale d’Europa” 
 
Un primo risultato è arrivato proprio in questi giorni, a seguito all’esposto presentato nei confronti di Unicredit e Intesa San Paolo, le banche che avevano concesso alla società CIS il contestato finanziamento.
 
“In riferimento alla procedura seguita dalle banche nella concessione del finanziamento in pool - si legge nella nota – si rende noto che la Banca d’Italia ha interessato gli intermediari trasmettendo copia dell’esposto e invitandoli a fornire risposte adeguate e tempestive”. Una prassi questa che, di regola, prelude all’invio di ispettori Bankitalia, nel caso in cui le risposte non dovessero risultare adeguate.
 
Per quanto riguarda invece le eventuali responsabilità dell’organismo di vigilanza circa le attività svolte da CIS SPA come intermediario finanziario (e relative alla concessione del contratto di sub-mutuo ai soci, che gli esperti di Confedercontribuenti considerano viziato da vistose nullità), Banca d’Italia nella stessa nota precisa che la valutazione nel merito delle questioni sottoposte da Confedercontribuenti “resta devoluta alla competenza esclusiva dell’Autorità giudiziaria”, dal momento che l’iscrizione della società CIS nell’elenco degli intermediari finanziari  risale al periodo 2005 – 2008, periodo nel quale tale attività non era sottoposta al regime di vigilanza prudenziale della Banca d’Italia, con il regime che – precisa Via Nazionale – è stato introdotto solo nel 2010”.
 

“Siamo soddisfatti di questo primo, importante passo avanti – il commento del Presidente Carmelo Finocchiaro – in quella che sappiamo essere una battaglia dura e ancora lunga. Abbiamo finalmente fatto accendere i riflettori di Bankitalia su disinvolte operazioni finanziarie andate avanti per anni causando il fallimento di decine di imprese del CIS e la rilevante perdita di occupazione al Sud. Seguiremo attentamente l’evolversi dell’attività posta in essere da Via Nazionale mentre attendiamo gli sviluppi delle indagini avviate dall’autorità giudiziaria in merito all’esposto da noi presentato a settembre su tutta l’oscura vicenda del CIS di Nola”. 

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