Napoli, nuovo pentito per il Processo Medea

Nicola Riccio

NAPOLI – Il giochino era affidare appalti in somma urgenza alle ditte vicine al clan dei Casalesi. Senza passare per la procedura degli appalti pubblici. La torta da spartire era enorme, divisa tra pochi eletti. Da una parte il boss Michele Zagaria, dall’altra alcuni imprenditori ritenuti collusi con la camorra. Al centro politici e alcuni vertici della Regione Campania.

Uno dei quali – secondo la ricostruzione della DDA napoletana - era  l’ex consigliere regionale ed ex parlamentare Tommaso Barbato che dal mese di giugno, lasciati i domiciliari di Rivisondoli, è a Marigliano in attesa del processo. Con lui Franco Zagaria, defunto cognato del boss Michele e suo alter ego «addetto» proprio al settore «appalti» degli affari del clan.

Questo il quadro a tinte fosche dipinto dall’antimafia partenopea che da pochi giorni può avvalersi di un nuovo collaboratore di giustizia : Luigi Cassandra , ex politico di Trentola Ducenta, «interfaccia politica del boss Michele Zagaria»
Pino Fontana e Michele Zagaria , i perni centrali dell’operazione. La procura sta cercando di provare che tra il capoclan e l’imprenditore (detenuto al 41 bis a Badu e Carros) c’era un patto criminale; la difesa sostiene invece che Fontana fosse vittima di Zagaria, costretto a pagare il pizzo. A fare luce e chiarezza , il nuovo pentimento del neo collaboratore di giustizia che verrà interrogato dal pm a novembre.

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