Marigliano, le strade colabrodo della GORI

Redazione

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MARIGLIANO - Non c’è una strada, nel mese, senza un buco da cui non sgorga acqua pura. Non c’è un vicolo senza una perdita. La gestione delle condutture della GORI nella città di Marigliano, dire che è fallimentare è dire poco.

La politica consenziente, la politica che ha fatto e che fa affari con la GORI, la politica che ha portato la GORI a Marigliano è oramai vergognosamente fallita. Non c’è stato un solo sindaco nelle ultime tornate elettorali, che non ha fatto una campagna elettorale contro la privatizzazione dell’acqua e a favore dell’acqua pubblica.

Poi, diventati sindaci hanno cominciato a latitare, a” trovare difficoltà”. Così è stato con la passata Amministrazione dell’ex sindaco Sodano. Così è adesso con l’Amministrazione Carpino. Il conto comunale su cui gli irriducibili “disobbedienti” pagavano il canone dell’acqua fu chiuso dall’Amministrazione del sindaco Sodano, che è stato poi nel Consiglio di amministrazione della GORI. E non è stato riaperto dall’Amministrazione Carpino di oggi, nonostante una campagna elettorale contro la gestione della GORI.

Nonostante un referendum, dove 27 milioni di italiani hanno votato per l’acqua pubblica, Marigliano è costretta a subire la GORI, che, secondo i Comitati dell’Acqua, è un carrozzone con i conti in squilibrio, tanto da chiedere un’anticipazione di ben 244 milioni di euro alla CSEA (Cassa Servizi Energetici e Ambientali) e nonostante  che la  tariffa dell’acqua nella sua gestione  sia aumentata del 67% dal 2011 al 2016.

Per non parlare della Regione Campania, che prima con Caldaro e adesso con De Luca, sostiene in tutti i modi  la gestione privata a “maggioranza pubblica”, agli ordini, però,  da quello che si evince, di politici sfigati o non eletti .

Il caso più clamoroso di inefficienza e menefreghismo della città è quello di via Giotto.  Nel giro di 15 giorni la stessa conduttura, allo stesso posto, la stessa perdita si è avuta per ben  tre volte: due volte è stata aggiustata e per due volte è tornata più impetuosa che mai.  Aspetta da giorni, paziente, il terzo intervento. Per ben tre volte un cittadino, per evidenziare lo sperpero, ha messo di suo un bidone enorme in mezzo alla strada, che documentiamo.

Documentiamo per dovere di cronaca anche la condizione di via Gemito, oramai ridotta a un colabrodo vero. Non c’è settimana senza una perdita. Non c’è mese senza una rottura. Quanto sono costate le cinquanta o cento riparazioni in queste strade. Quanto costava sostituire i vecchi tubi? Chi paga? A chi giova quest’andazzo?

Una vergogna ostentata. Una vergogna che fa rabbia ai cittadini che la subiscono ogni giorno. Una vergogna non vista dai sindaci che oggi compongono l’Agenzia dell’Area Nolana, dichiarata anch’essa un carrozzone da alcuni sindaci qualche tempo fa.

E che adesso in una nota comunica: “Giudichiamo in maniera positiva – spiega il presidente dell’Agenzia dell’Area Nolana e sindaco di Marigliano, Antonio Carpino - il clima di dialogo instaurato con la GORI, che si è mostrata disponibile a raccogliere le istanze delle nostre comunità”.

Le conosce veramente le istanze dei cittadini di Marigliano il sindaco Carpino? Conosce i disagi causati dalla GORI “a norma di legge”? Gli abusi che ha fatto la GORI in bolletta negli anni ai cittadini, che non vogliono sottostare ai suoi soprusi, della città da lui amministrata?

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