Nola, ricordando Girolamo Addeo

Franco Trifuoggi

NOLA - Il mondo della cultura nolano è in lutto per la fine, inattesa, avvenuta il 4 u.s., di Girolamo Addeo. Preside attento e sensibile dopo essere stato docente valoroso ed amato, instancabile animatore culturale, nutrito di fervida e limpida passione civile e di scrupoloso rigore morale, storico acuto e attento, giornalista brillante e “maestro di storia del giornalismo”, egli lascia un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia, e in particolare nella eletta consorte prof. Raffaella, nella sorella Lidia e nei nipoti, ma anche nel mondo della scuola e della cultura.


I funerali, svoltisi nella Chiesa del Gesù in piazza Giordano Bruno, hanno perciò visto una larga partecipazione di colleghi, docenti, amici ed estimatori. Nell’omelia Mons. Luigi Mucerino, concelebrante, ha messo in luce con nobili e profonde parole, i pregi culturali ed umani di Girolamo, raccordandone l’impegno di studioso e di uomo di scuola alla profondità della fede religiosa e illustrandone la costante propensione ad elevare il pensiero e l’animo dal contingente all’Eterno. Il prof. Luigi Simonetti, al termine della celebrazione, ne ha richiamato, con sobri e incisivi accenti, le doti umane e culturali; gli ha fatto sèguito il prof. Clemente Napolitano, esaltandone, con fervore di gratitudine, l’opera assidua e tenace in favore dell’Istituto magistrale da lui diretto e l’impegno inesausto inteso ad assicurare ad esso una sede più dignitosa.


Nel piangere l
a dipartita del carissimo Girolamo, non posso dimenticare la felice stagione di un lungo sodalizio con lui e le occasioni di incontro e di collaborazione: entrambi allievi (e poi amici) dell’indimenticabile Ernesto Pontieri; entrambi Presidi di Istituti superiori di istruzione; redattori de “L’Impegno”; collaboratori di “Politica popolare”; il memorabile Convegno del 1995 presso il Seminario Vescovile, consacrato al tema La stampa periodica a Napoli dalla rivoluzione del 1799 al Nonimestre del 1820-21 nella ricerca di Girolamo Addeo, che mi vide relatore, alla sua presenza, insieme con Tobia Toscano. E infine, recentemente, la collaborazione con lui nella preparazione di un’antologia di suoi articoli e di scritti di studiosi sulla sua opera: un disegno per definire ulteriormente il quale avremmo dovuto incontrarci proprio al termine delle vacanze estive, e che mi auguro possa giungere a compimento quanto prima ad onorarne degnamente la memoria.

Non posso, parimenti,
non ricordare, in questa sede, accanto alla sua carica di umanità e alla schiettezza della sua amicizia, gli innumeri pregi della sua opera storiografica, concretatasi in numerosi articoli su prestigiosi periodici nazionali e in vari volumi, come il ponderoso Libertà di stampa e produzione giornalistica nella repubblica napoletana del 1799; La stampa periodica napoletana nel sessennio della prima restaurazione borbonica; La stampa napoletana nel decennio francese, gratificato della lusinghiera prefazione di Alfonso Scirocco; La libertà di stampa nel nonimestre costituzionale a Napoli (1820-21), lodato da studiosi illustri come Aldo Masullo e Raffaele Ajello; L’Albero della Libertà nella Repubblica napoletana del 1799; Il giornalismo napoletano tra Settecento e Ottocento. Opere in cui rifulgono le pazienza e l’umiltà dello storico, l’attenta ricerca delle fonti anche meno note, l’acribia filologica, l’equanimità del giudizio, l’armoniosa tersità del dettato espressivo, il fervore della passione politica illuminata da una profonda sensibilità cristiana, la fede indomita nei valori di libertà e di solidarietà. Un’altissima lezione di cultura e di vita, insomma, quella che ci lascia il nostro indimenticabile amico Girolamo Addeo.

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