Napoli, truffa allo Stato: sequestro da 45 milioni di euro

Redazione

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NAPOLI – Questa mattina i finanzieri della Compagnia di Giugliano, coadiuvati da altri reparti del Corpo, hano eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare (1 in carcere; 4 ai domiciliari) emesse dal Gip di Napoli su richiesta della locale Procura.
 
Destinatari del provvedimento: Cerchia Luigi (carcere), Bertoli Gianrodolfo, Di Tommasi Donatella, Miscoli Stefano e De Carolis Walter(domiciliari), indagati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa in danno dello Stato, indebite compensazioni di crediti d’imposta, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestualmente è stata data esecuzione ad un sequestro preventivo per equivalente, nei confronti di 64 indagati, per un valore complessivo di circa 45milioni di euro.
 
L’attività investigativa trae origine dalla denuncia presentata da un lavoratore dipendente di un’impresa privata che, consultando la propria posizione contributiva, aveva riscontrato che risultava formalmente assunto da una ditta a lui completamente sconosciuta. Ulteriori accertamenti hanno permesso di individuare come tale ditta individuale era evasore totale fin dall’inizio dell’attività, pur avendo effettuato “compensazioni” per circa un milione di euro mediante “modelo F-24 a saldo zero” e che, negli anni dal 2009 al 2012, risultava aver avuto alle dipendenze circa 200 lavoratori.
 
Successive indagini hanno accertato, anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, l’esistenza di un articolato sodalizio criminoso, capeggiato da un falso consulente del lavoro con uffici in Qualiano e Cassino, dedito alla costituzione di società fittizie, riconducibili formalmente a soggetti prestanome, utilizzati per eseguire indebite compensazioni fiscali.
 
A beneficiare dell’attività illecita sono risultati numerosi datori di lavoro, ovvero imprese e società di capitali aventi sedi principalmente nella provincia partenopea e quella napoletana. Tali società, operanti in regime di appalto e sub-appalto per la realizzazione di opere pubbliche (tra cui, ammodernamento A3 Salerno-Reggio Calabria; la metro “C” di Roma) si sono servite di società “cartiere” create dal falso consulente del lavoro per inquadrare personale dipendente ed estinguere i debiti relativi principalmente a contributi ed oneri previdenziali da lavoro dipendente maturati nei confronti dello Stato.
 
Accertate, tra il 2009-2013, 1669 interposizioni fittizie di manodopera, con conseguente danno per l’erario di oltre 45milioni di euro, nonché 250casi di assunzione fittizia di lavoratori extracomunitari al solo fine del rilascio del permesso di soggiorno. L’organizzazione provvedeva anche a creare false certificazioni per il regolare rilascio del DURC, e per creare altri requisiti indispensabili per l’aggiudicazione di opere ed appalti pubblici.

 

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