Incrociano le braccia gli operai delle centrali dell'acqua di Nola e Angri.

Redazione

Senza stipendio da maggio e con il rischio di perdere il posto di lavoro da un momento all'altro. Martedì sciopero sotto gli uffici della Regione degli operai di tutti gli acquedotti campani. --- FOTO ---

NOLA - ANGRI -  Operai in stato di agitazione sulle centrali dell'acqua di Nola e Angri. Senza stipendio e con il pericolo incombente di perdere il posto di lavoro da un momento all'altro. Incrociano le braccia i lavoratori che da mesi sono alle prese con la precarietà e l'incertezza sulla propria situazione lavorativa.

Tra tavoli di concertazione e delibere regionali disattese cresce la tensione degli operai. "Troppi palleggi. Ci si prende gioco di padri di famiglia privandoli della dignità. Ci ignorano. Nessuno ci ascolta e si sensibilizza sulla nostra posizione lavorativa. E' da due mesi che non percepiamo lo stipendio. Chi ci deve pagare?".

Un interrogativo a cui risponde il sindacalista della Fecam Cisl Giovanni Ferraioli, in testa agli operai con gli striscioni di protesta. "Deve pagare la ditta Sorrentino che non ricevendo le spettanze dalla Regione Campania si è riversata sugli operai non retribuendoli. Una situazione paradossale che non può vederci fermi. Martedì faremo una grande protesta sotto la Regione Campania. Il presidente De Luca o chi per egli non può continuare ad ignorare". Poche parole e poi Ferraioli chiude i cancelli e gli operai si barricano all'interno. La questione non è semplice.

La ditta Sorrentino in questi giorni ha addirittura annunciato che lascerà gli impianti e che non ha più intenzione di occuparsi di una manutenzione diventata troppo onerosa e scottante. A pesare la mole di contenziosi e proteste oltre che i continui ritardi nei pagamenti da parte di palazzo Santa Lucia. E gli operai che fine faranno? Gli impianti dovrebbero passare alla Gori, che ha già i suoi esuberi.

Una guerra fra poveri in cui il potere dovrebbe far prevalere il buon senso. Non si possono buttare per strada padri di famiglia. Il senso di frustazione e di dispiacere che si avverte tra gli operai è notevole. Qualcuno di loro addirittura si porta le mani al volto e per non farsi vedere piangere si rifugia in un angolino.

Nessuno se ne accorge, ma l'occhio del giornalista non può non immedesimarsi e rimanere insensibile di fronte al dolore. C'è la legge 16 che nessuno rispetta e che prevede che gli impianti vengano assorbiti dall'Ato 3 insieme al personale in servizio. C'è la ditta Sorrentino che rivendica le spettanze per pagare gli operai.

Il caldo picchia forte e gli operai sotto il sole a scioperare nella speranza che qualcuno dia voce anche a chi non ha voce. Intanto  sulla centrale di Nola dalla Regione Campania arriva il responsabile Ciro Pesacane, che cerca di mediare con gli operai.

A.C.

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