Nola, 5 anni dal Referendum tradito: petizione per il ritiro del decreto Madia

Vincenzo Esposito

NOLA – Tema particolarmente sentito e che riguarda tutti da vicino: quella della pubblicizzazione del servizio idrico è una problematica su cui l’area nolana, attraverso parte dell’associazionismo ed i comitati locali, si è fatta trovare sempre in prima linea.
 
Oggi le parole di Città Viva; ricordo di quanto accadde 5 anni fa, e riflessione su come è proseguita la storia :"Il 12 e 13 giugno 2011 ben 27 milioni di cittadini votarono per bloccare il progetto del governo Berlusconi di definitiva privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici locali. Qual era la volontà popolare? Così riassumeva la Corte costituzionale: "rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua.
 
L’esito referendario è stato ripetutamente messo sotto attacco dai governi succedutisi alla guida del Paese.
Oggi Il decreto Madia sui servizi pubblici locali vieta la gestione pubblica per i servizi a rete, acqua inclusa, e ripristina l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che i cittadini avevano abrogato. Gli obiettivi dei decreti attuativi della legge sono “la riduzione della gestione pubblica ai soli casi di stretta necessità” e il “rafforzamento del ruolo dei soggetti privati”.

Per non dire dello stravolgimento della legge per la ripubblicizzazione compiuta alla Camera il 20 Aprile scorso. Il miglior modo per festeggiare il il 5° compleanno del referendum è bloccare insieme questo progetto: chiediamo il ritiro immediato del decreto Madia e il ripristino del testo originario della legge per l'acqua. Firma anche tu la petizione popolare per il ritiro di questi decreti nell'ambito del “Firma Day” promosso dalla campagna sui referendum sociali e istituzionali. 

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