Marigliano, saccheggiato il casino dei baroni Nicotera

Anita Capasso

 MARIGLIANO -  Salvate il casino di caccia della famiglia Nicotera. Presa d'assalto dai predatori la bellissima tenuta di campagna del seicento situata a Faibano. Nell'ultimo raid sono stati scalpellati e rubati i piedritti del portale d’ingresso. I pavimenti di cotto. I gradini di piperno scolpito di una delle scalinate che consente l’accesso al piano nobile decorato ancora da pitture ottocentesche. Nel sacco sono finiti anche i davanzali delle finestre e dei balconi realizzati in pietrarsa scolpita.

Uno scempio senza fine iniziato dagli anni 80 quando dal casino Nicotera a via Sentino fu trafugata la fontana marmorea con una scena erotica eseguita nel 1875 dal grande scultore napoletano Achille d’Orsi. Successivamente toccò a un dipinto murale della cappella che fu letteralmente strappato dal muro. Raffigurava una Madonna attorniata da angeli e santi. Insieme all’affresco sparirono dalla cappella acquasantiere e maioliche finite poi sul mercato nero o in qualche casa borghese.

Il professore Pierfrancesco Rescio d
ocente di Archeologia medievale e Topografia dell’Italia antica all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che da anni studia il sito culturale lancia un appello «Salvate le vostre radici e la vostra memoria. Avete un patrimonio artistico minore di inestimabile importanza nel degrado più totale. Non è possibile che in una città come Marigliano non sia mai scattata la sensibilità per avviare un piano di recupero e di restauro filologico.

Penso alle chiese chiuse come quella della Pietà e San Lazzaro, al Verna e addirittura alla necropoli sannitica restituita di nuovo alle viscere della terra perché nessuno ne ha compreso l'importanza a parte i tombaroli. Si faccia qualcosa, fate progetti e accendete i canali europei giusti. Avete visto il degrado del centro storico? Neanche una carta del colore è mia stata varata. Non si è fatto neanche il minimo. Il mondo accademico fa appello alla vostra sensibilità".

Dal 1953 la Parrocchia delle Grazie di Marigliano è proprietaria dello storica tenuta, donata dall’ultimo rampollo di casa Nicotera che, senza eredi, lasciò alla chiesa locale un patrimonio immenso. Valutato nel 1953 in svariati milioni di lire, il patrimonio Nicotera comprendeva oltre al casino di campagna e al palazzo settecentesco posto al centro della città: conti correnti, libretti di risparmio, assicurazioni, ma anche terreni, arredi, mobili, opere d’arte, libri, manoscritti, persino la grande cappella posta nel cimitero di Marigliano a cui veniva assegnata una rendita annua per la manutenzione.

L’ultimo rampollo di casa Nicotera inseguiva l’ideale che i suoi beni fossero utilizzati dai suoi concittadini per scopi sociali e culturali e soprattutto per l’attivazione di un corso di studi per i seminaristi indigenti. Tutto rimasto solo sulla carta.

 

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