Marigliano: a fuoco Masseria Penna, antico complesso rurale sottoposto a vincolo

Nicola Riccio

Incendio sviluppato in uno dei depositi di memoria collettiva mariglianese in cui è possibile “individuare alcune tappe dello sviluppo storico, urbanistico e sociale del territorio”

MARIGLIANO – La puzza di bruciato imbratta ancora l’aria , all’esterno sedie e tavolini nero carbone a testimoniare quanto accaduto nella giornata di ieri. Pare essere di origine doloso il fuoco divampato all’interno della Masseria Penna , immobile sottoposto a vincolo della Soprintendenza di Napoli , appartenuta probabilmente alle famiglie dei Carafa prima e dei Mastrilli poi come pertinenza del Castello Ducale .

 Grosso dispendio di forze ed energie per una delle strutture più rappresentative del Comune di Marigliano : accorsi in via Dante, 2 , i Carabinieri della locale stazione ai comandi del maresciallo Raffaele Di Donato, i Vigili Urbani ai comandi del Dott. Ciro Silvestro, i Vigili del fuoco di Nola e lo staff dell’Ufficio Tecnico del Comune che , incuranti del giorno di festa, hanno voluto prestare soccorso per ovviare al peggio.

Nonostante la pioggia battente, l’incendio ha preso piede all’interno dello stabile che non risulta abitato da anni, si presenta senza energia elettrica e senza alcuna impiantistica. Esternamente non vi sarebbero danni visibili ma solo pareti annerite dal fumo. Non ancora quantificabili i danni riportati alla Masseria,  che è regolarmente chiusa con lucchetti ed è perimetrata da una ringhiera. Le autorità stanno indagando sull’accaduto. Pare che la struttura fosse utilizzata come luogo di ritrovo da alcuni giovani locali che trovavano al chiuso delle mura storiche il giusto silenzio e tranquillità per le loro bravate .

Architettura rurale da tutelare. “ Masseria Penna rappresenta una particolare tipologia abitativa rurale con specifiche caratteristiche tipologiche, costruttive e urbanistiche che la rendono di estremo interesse nell’ambito di un territorio storicamente a vocazione agricola”.

Questo recita la relazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio storico artistico e etnoantropologico di Napoli e Provincia che ha sottoposto la struttura a vincolo“. Nel Medio Evo –- continua la Soprintendenza- Marigliano era cinta da mura quadrate ed aveva quattro porte di accesso visibili fino alla metà dell’800. La posizione della masseria, a pochi passi dal confine del nucleo storico della città e a ridosso della linea ferroviaria, fa presumere che gli edifici rientrano in quella parte dell’abitato sorta a ridosso del primo insediamento“.

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