Brusciano - Marigliano, sgominata holding dello spaccio

Redazione

 BRUSCIANO - MARIGLIANO  - Brillante operazione antidroga dei carabinieri, sgominata holding dello spaccio. Quattro in arresto. Controllavano una delle più attive e proficue piazze di spaccio di Brusciano, prendendo “ordinazioni” e “appuntamenti” al telefono con gli assuntori, un sistema ben consolidato che gli permetteva di spacciare senza correre grossi rischi di poter essere beccati dai carabinieri. Ma l'astuzia e le precauzioni adottate dalla banda di pusher professionisti, non sono bastate a tenerli al sicuro dai militari che attraverso una lunga e paziente attività d'indagine, sono riusciti ad incastrarli e a sgominarli.

All'alba di ieri, i carabinieri della stazione di Marigliano, diretti dal comandante Raffaele Di Donato insieme ai colleghi della stazione di Brusciano agli ordini del maresciallo Marco Di Palo, hanno eseguito un ordine di custodia cautelare, emessa dal Gip del tribunale di Nola, Giuseppe Sepe, nei confronti di quattro indagati, due in carcere: Francesco Cecero, alias Nino D'Angelo, 37enne e Daniele Accietto, detto 'o cines, 33enne e due ai domiciliari, Giovanni Sposito detto Bombolino, 26enne e Cammarota Gerardo,40enne.

IL SODALIZIO CRIMINALE
La holding, di cui facevano parte i quattro arrestati, tutti pregiudicati, operava sul territorio di Brusciano in maniera itinerante, coprendo così diverse zone del paese. A capo dell'associazione vi era Francesco Cecero, detto Nino D'Angelo, le attente indagini condotte dai militari della stazione di Marigliano e supervisionate dal comandante del nucleo operativo, capitano Tommaso Angelone, hanno accertato il ruolo di leader di Cecero, era lui che gestiva l'attività e stabiliva tempi e modi.

Al suo fianco Gennaro Cammarota, marito della sorella di Cecero, Laura, insieme alla quale era stato arrestato circa due mesi fa,  finiti entrambi ai domiciliari. Anche Daniele Accietto era stato arrestato insieme al fratello circa un mese fa e posto ai domiciliari, dai quali ha continuato come gli altri a spacciare. Giovanni Esposito, il più giovane della banda era stato arrestato prima nel gennaio 2015,  mentre spacciava nella piazza XI Settembre, (ostaggio dei pusher e della microcriminalità ormai da tempo), e nel gennaio scorso mentre cedeva alcune dosi nel centro del paese.

MODUS OPERANDI
La holding piazzava gli stupefacenti, Marijuana e hashish, prendendo le ordinazioni dei clienti al telefono, utilizzando un linguaggio criptato, nel timore di essere intercettata. Solitamente per distinguere le diverse dosi e i diversi tipi di stupefacente, gli spacciatori utilizzavano termini come: magliette piccole o grandi;  pacchetto di sigarette da dieci o grandi; diecimila lire etc. Ma le precauzioni adottate dalla holding riguardavano anche la scelta dei posti per gli appuntamenti, in base alla presenza dei carabinieri sul territorio.

Conversazione telefonica tra Cecero e un assuntore intercettata dai militari.
Cecero-      Oh
Assuntore-  Sto da me, due piccolini?
C-           No Totore da te no però
AS-         E dove devo andare?
C-           Vai fuori al bar Maria
AS-        E non mi fare venire la fuori, mandamelo vicino al bar Incontro, al Maria mi vedono i carabinieri Francè, poi vaglielo a dire
C-         ok, vieni a piedi fuori al bar Incontro allora dai.

LE INDAGINI
Le indagini dei carabinieri, condotte pazientemente per diversi mesi, hanno permesso il monitoraggio di tutti i soggetti coinvolti, attraverso appostamenti, pedinamenti, intercettazioni e riscontri, permettendo ai carabinieri di ricostruire ruoli, e modus operandi della holding, parte della quale finita in manette. Gli assuntori che acquistavano da Cecero e company provenivano da diversi comuni limitrofi, in particolare da Marigliano. L'operazione meritevole di lode, ha contribuito a mettere momentaneamente un freno allo spaccio di droga che negli ultimi anni ha trovato in Brusciano la sua roccaforte.

 Monica Cito

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