Marigliano, Bosconfangone: protesta degli addetti del CUB

Carla De Felice

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MARIGLIANO - Si sta svolgendo in queste ore il vertice in Regione per discutere della situazione dei 1300 addetti del Consorzio Unico di smaltimento dei rifiuti del bacino di Napoli e Caserta, senza stipendio da 40 mesi e da 10 anni senza contributi. Da questa decisione dipende il destino degli operai, ma anche l'evolversi di una situazione che sembra degenerare ogni giorno di più. 

Gli operai sono allo stremo, e già nei giorni scorsi vi avevamo parlato delle proteste di alcuni di loro ad Acerra. Da questa mattina sono in corso numerose proteste negli 11 siti di stoccaggio rifiuti gestiti dal Consorzio.

A Marigliano, ad esempio, tre addetti del CUB si sono barricati sulla cima della collina di ecoballe del sito di stoccaggio di Boscofangone. La situazione stava per degenerare,  quando i tre, con una latta piena di benzina, hanno minacciato di incendiare ogni cosa. Un altro manifestante, Salvatore Bottiglieri, 43 anni, di Casalnuovo, ha tentato invece ripetutamente di tagliarsi le vene con un coltello.

"Noi non abbiamo niente da perdere. Rischiare tutto per andare in galera sarebbe un vantaggio, magarì lì verremmo trattati con più dignità,  visto che non percepiamo alcuno stipendio da 40 mesi" - Queste le dichiarazioni dei manifestanti, pronti a tutto pur di rivendicare i loro diritti.

Sul posto si trovano i carabinieri della stazione di Marigliano,  della compagnia di Castello di Cisterna, una squadra medica del 118 ed i vigili del fuoco. 

Articolo realizzato in collaborazione con Giuseppe Monda.

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