Omicidio Pasolini: nessun colpevole!

Anna Filannino

Accadde oggi, 2 Novembre 1975

La morte di Pier Paolo Pasolini – artista poliedrico e di indiscussa fama – a distanza di 40 anni resta ancora un mistero. Non è stato possibile dare un volto alla mano che quel lontano 2 novembre strappò alla vita una delle più vivide intelligenze italiane.

 L’assassinio avvenne il giorno dopo il suo ritorno da Stoccolma, dove aveva incontrato Ingmar Bergman e altri esponenti dell’avanguardia cinematografica svedese, e aveva concesso un’intervista esplosiva all’Espresso. Giuseppe Pelosi, all’epoca diciassettenne, fu ritenuto responsabile dell’omicidio.  L’omosessualità dichiarata dello scrittore può essere stata uno dei moventi del delitto. Tuttavia alcuni - tra cui Oriana Fallaci – hanno sempre sostenuto che data la corporatura esile del Pelosi la morte non può essere stata causata da una sola mano per cui hanno avanzato l’ipotesi di omicidio di gruppo.

 Si tratterebbe, dunque, di qualcosa in più di un diverbio fra un “ragazzo di vita” ed il suo cliente. La scena del crimine resta ancora avvolta da una fitta nebbia che non consente di vedere chiaramente l’accaduto. L’impossibilità di decodificare le tracce è da attribuire al fatto che la scena criminis  venne fortemente inquinata. Sono state rilevate forti negligenze da parte di chi ha condotto le indagini basti pensare che la macchina di Pasolini venne lasciata alle intemperie ed un temporale cancellò altre eventuali tracce dell’omicidio.

 La Corte di Cassazione, tre anni dopo,  ha chiuso il caso affermando perentoriamente che Pasolini è stato vittima dei suoi vizi e delle sue turpi manie.

 Il cinema ha voluto dare la sua lettura di uno tra gli eventi più tragici della storia italiana attraverso la proiezione del film biografico di Abel Ferrara – presentato   alla biennale di Venezia – che ricostruisce  le ultime ore di vita del regista italiano, assassinato nel 1975.

 Ancora oggi, a distanza di quaranta anni, l’omicidio Pasolini resta avvolto da una fitta nebbia di mistero, restando uno dei tanti gialli italiani a cui è stato impossibile trovare una soluzione.

 

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