Cieca, sorda, zoppa, muta... la buona scuola è malata

Anna Filannino

Perché?!?

Oggi pomeriggio presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si è tenuto l’ultimo di cinque  incontri voluti dal Ministro Stefania Giannini sulle deleghe che la legge 107 affida al governo.

 La tavola rotonda è stata presieduta dal Sottosegretario all’istruzione Davide Faraone, che nei suoi vari interventi, ha messo l’accento sull’imprescindibilità di un’ottima formazione del corpo docenti affermando che  “per avere una Buona Scuola occorre avere dei buoni docenti”.  

 All’incontro hanno partecipato le associazioni dei dirigenti scolastici, dei docenti, dei genitori, dei rappresentanti degli studenti, del mondo accademico e dei centri di ricerca sulla scuola. Ognuno di essi ha portato il proprio contributo sui temi oggetto del confronto; il governo si è posto in una posizione di ascolto rispetto alle problematiche della formazione iniziale dei docenti e delle modalità di accesso all'insegnamento.

 Il tassello della formazione didattico- disciplinare degli insegnanti è la pietra angolare sulla quale si erge il castello dell’istruzione. Le belle parole, le proposte fantasiose, i bonus erogati dal governo Renzi sono serviti ad ottenere il favore popolare; la riforma varata ha gettato fumo negli occhi facendo credere ai cittadini che la manovra politica attuata avesse come unico obiettivo quello di regolarizzare chi, per anni, ha lavorato con contratti a termine senza mai raggiungere la sicurezza lavorativa ed emotiva che l’immissione in ruolo comporta.

 

Ma, qualcuno si è chiesto cosa ne sarà dei precari che non sono rientrati nel piano di assunzioni attuato dal governo? Il premier ed il suo entourage fanno orecchie da mercante, non vogliono ascoltare la voce di chi ha già dimostrato  di essere un docente valido superando le prove d’accesso al TFA; lo stato è cieco perché non vuol vedere il volto di coloro che per anni hanno consentito alla scuola di andare avanti prestando il proprio servizio con dedizione ed amore (abilitati Pas); il governo è zoppo perché non vuole camminare usando le due gambe che ha a disposizione ma, consapevolmente, sceglie di cercarne una terza attraverso la proposta di un concorsone al quale – forse grazie all’intercessione “amorevole” dei sindacati – potranno partecipare tutti e non solo gli abilitati. La buona scuola è muta perché, dopo aver schiacciato chi ha contribuito alla sua crescita e alla sua stabilità – non può gridare a gran voce: sono qui, accorrete giovani generazioni!

 

L’insegnamento non deve essere una scelta “residuale”,   è vero, ma il complesso iter formativo progettato rende davvero impervio il sentiero che dovrà percorrere chi sceglierà di dedicare la sua vita alla formazione dei giovani.

 

 

 

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di >>




Articoli correlati



Altro da questo autore