Sindaci, per favore, smettetela di mortificare i nonni.

Andrea America

Ogni qualvolta passo davanti alle scuole del nostro territorio e vedo gli anziani con la paletta in mano ci resto male. Provo imbarazzo e amarezza. A vederli mi fanno tenerezza. Comprendo, con i tempi che corrono, guadagnare qualche euro in più fa sempre comodo, ma è sbagliato “utilizzare” i cosiddetti nonni vigili in quel modo. Non mi interessano i criteri e le modalità con cui vengono scelti dalle amministrazioni comunali e neanche le tentazioni clientelari, ma non si può mortificare la figura del nonno in quel modo. Spiace dirlo, non ci siamo! E spiace non meno, assistere al silenzio delle scuole, delle famiglie e dei consiglieri comunali, seppure da molti di quest’ultimi c’è poco da attendersi.

Come si fa a non capire che la figura del nonno, seppure cambiata rispetto al passato, è pur sempre un forte riferimento per la società, per la famiglia e per la crescita dei ragazzi. Il nonno è il cuore e l’anima della famiglia. I nonni sono un potenziale educativo e portatori di valori, se utilizzati bene attraverso un progetto socio-culturale possono offrire alle stesse scuole un contributo, un apporto per l’umanizzazione e lo sviluppo dell’identità personale nei giovani d’oggi. L’esperienza e la cultura di cui sono portatori i nonni, nella nostra società multimediale e multirazziale possono costituire per i ragazzi l’occasione per un allargamento degli orizzonti e per un superamento delle barriere culturali.

I nonni, nel bene e nel male hanno sempre qualcosa, una piccola o grande esperienza, un fatto, un racconto, un frammento di vita e di storia, un sacrificio, una gioia, un dolore, un avvenimento, un sogno da trasmettere ai ragazzi. Possono trasmettere ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, rievocare luoghi spariti, piccole proibizioni, episodi gustosi, storie allegre e travolgenti. E tante, tantissime altre cose. Mettergli una paletta in mano e abbandonarli fuori alle scuole in cambio di qualche euro, non fa onore ad una amministrazione che vuole la crescita culturale e sociale del proprio paese. Non si tutela così la dignità delle persone. Peccato che le stesse scuole lo consentono col loro silenzio assenso, anziché rendersi promotori di un progetto, finanziato dall’amministrazione, con al centro la figura del nonno.

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