Quindici, spari sul maglificio che si inaugura oggi nella villa confiscata al boss

Nicola Riccio

Intimidazioni al Maglificio 100Quindici Passi

QUINDICI - Spari. Ancora colpi che svegliano la notte irpina. Sono 5 i fori sul cancello dell'ex villa bunker del clan Graziano che da ieri mattina danno il triste benvenuto ai nuovi ospiti. Pallettoni il cui unico intento è trivellare i benevoli intenti di chi sta cercando di avviare un’attività in quel luogo di comando e di morte. Proiettili che profumano di vendetta, atti intimidatori che sanno di presenza. "Non ci fermeranno " assicurano gli attivisti di Libera.
 
Da un lato la festa, dall’altro la paura, il timore dell’ombra nera. Presa di mira la tabella all'entrata , ormai sventrata. Quella tabella porta il nome attuale di quel luogo : Villa CentoQuindici Passi, il primo bene confiscato alla criminalità organizzata restituito alla collettività in Irpinia. In quel luogo da oggi ci sarà un maglificio. Ci troviamo a Quindici, terra di faide familiari. I cognomi Graziano e Cava fanno ancora tremare in terra irpina .
 
Ieri pomeriggio , i sindaci del Vallo di Lauro, insieme ai rappresentanti delle forze dell'ordine hanno incontrato il Prefetto di Avellino Carlo Sessa e l'On. Bubbico, viceministro agli interni per capire il da farsi.
 
Allerta allora al taglio del nastro della nuova attività che avverrà alle ore 16.30 di oggi alla presenza di Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, l’associazione che da oltre vent’anni si impegna per favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati , del prefetto di Avellino, Carlo Sessa, e dei rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali.
 
Grazie al contributo della Fondazione con il Sud, la cooperativa sociale Oasiproject ha trasformato la villa bunker, una volta appartenuta al Clan Graziano, in un laboratorio di maglieria artigianale. È uno dei rari casi in cui un’immobile confiscato diventa un vero e proprio sito industriale.
 
Questo progetto, realizzato insieme al Comune di Quindici, Libera, Diocesi di Nola, Energia Sociale e sostenuto da Banca Etica, non vuole essere solo un’iniziativa simbolica. In questa fase storica in cui la criminalità organizzata nel Vallo di Lauro prova a ristabilire la sua egemonia con attentati e intimidazioni, il Maglificio rappresenta, invece, un’opportunità vera di riscatto e di sviluppo per l’intero territorio anche in termini lavorativi. Sono già sette le persone assunte, selezionate attraverso un avviso pubblico, che andranno a realizzare maglieria tecnica per le forze dell’ordine.
 
L’intenzione è dar vita a un nuovo modello di economia alternativa a quella criminale mettendo in rete aziende e imprese sociali.  Grazie alla partnership siglata insieme all’Unione Industriale Biellese, sarà possibile, infatti, alimentare una filiera sana nel settore della maglieria con aziende leader del distretto industriale piemontese che affiancheranno la cooperativa in fase di start-up e produzione.

    

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