Napoli, all'asta i libri dell'Istituto degli Studi Filosofici: interviene Raffaele Marrone

Silvia Giustiniani

NAPOLI –  Una parte dei libri antichi custoditi da Gerardo Marotta e dall'Istituto degli Studi Filosofici di cui è presidente, prima pubblici, sono finiti all'asta per pagare i creditori, secondo quanto notificato dal tribunale di Napoli. È la prima volta nella sua storia che l’Istituto perde una parte del suo patrimonio librario, messo insieme in quaranta anni di ricerche condotte da Marotta in persona. “Sono addolorato, rifarsi sui miei libri per questioni economiche è grave, mi rende triste, ma al di là delle mie reazioni emotive conta che dalla sera alla mattina i napoletani, e tutti gli studiosi che ne avrebbero fatto richiesta, saranno privati della possibilità di consultare gratuitamente questi testi” ha affermato Marotta. 
 
Sull’argomento è intervenuto anche il presidente Confapi Giovani Napoli, Raffaele Marrone, profondamente deluso da quanto le istituzioni hanno concesso.  “E' una gran brutta notizia la vendita all'asta dei libri dell'Istituto di studi filosofici di Napoli, un centro culturale di eccellenza mondiale che sta lentamente morendo nell'indifferenza delle istituzioni non solo locali ma nazionali”. 
 
Ha poi aggiunto:  “E' deprimente che uno dei patrimoni librari più importanti d'Europa, raccolto dal presidente Gerardo Marotta in oltre quarant'anni di ricerca e divulgazione scientifica, finisca preda di aste e bandi  ed è ancor più deprimente che questo accada senza un sussulto di orgoglio e di dignità da parte della città e dell'Italia intera. L'Istituto fa parte della nostra storia, ha un legame indissolubile col territorio che non può essere spezzato. Napoli non può perdere in maniera così traumatica i propri tesori”.
 
“Se non arriveranno nuovamente i finanziamenti statali e regionali in grado di tappare le falle finanziarie dell'Istituto e di coprire i debiti, ormai pronti a trasformarsi in pignoramenti, l'Ente di Palazzo Serra di Cassano è destinato a scomparire. L'individuazione di una nuova sede per la biblioteca è un primo passo – ha concluso – ma bisogna mettere subito in sicurezza l'Istituto dal punto di vista economico, altrimenti sarà come aver fatto nulla”.
 

 

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