Bruscino interviene ad Expo: “Dobbiamo tutelare il patrimonio agro-alimentare italiano”

Silvia Giustiniani

 "L'Italia si deve battere per la tutela del nostro patrimonio agroalimentare in Europa. L’Italia è uno dei pochi paesi che riesce ad esprimere nel mondo un ecosistema di eccellenze che vanno dall’artigianato, all’industria, dai beni culturali a quelli paesaggistici, dalla manifattura, al design. […] Il nostro paese vanta 272 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) oltre 20.000 agriturismi, ed il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari, le regole produttive più rigorose nelle caratteristiche dei prodotti alimentari, dal divieto di produrre pasta con grano tenero a quello di utilizzare la polvere di latte nei formaggi fino al divieto di aggiungere zucchero nel vino, regole che nei paesi dell’Unione nostri competitor spesso non vengono applicate, anzi la tendenza a snaturare l’identità degli alimenti, anche a scapito delle nostre eccellenze continua a crescere, complice l’assenza di una vera politica e di controlli capaci di tutelare chi invece non solo crede nelle regole, ma con la loro applicazione crea benessere diffuso e protegge le nostre tradizioni ed i nostri luoghi. L’Italia, soprattutto nel settore della produzione Bio è campione europeo, come lo è anche nella produzione di valore aggiunto e siamo i primi anche in termini di occupazione, con 7,3 milioni di addetti, con una potenziale crescita prevista nei prossimi anni anche grazie ai nuovi modelli di economia circolare di un altro milione di unità." Queste sono le parole del presidente dei giovani imprenditori di Confapi che interverrà al forum “Il ruolo dell’Europa nella tutela del patrimonio agroalimentare” ad Expo Milano 2015 alle ore 18 per sottolineare l’importanza della tutela del patrimonio agro-alimentare Made in Italy.

“[…] Nonostante questo indiscutibile successo celebrato anche ad Expo 2015 –continua Bruscino -  non siamo mai riusciti ad imporci in Europa come i titolari di una cultura millenaria, anzi abbiamo e ancora oggi subiamo la dittatura di altri paesi nostri concorrenti che per incomprensione, per la natura dei loro territori, per la volontà esplicitata o nascosta di batterci su un mercato nel quale siamo leader mondiali cerca di vincere anche in maniera sleale. Per questo il ruolo dell’Europa diventa centrale nel combattere l’agropirateria unitamente ad azioni di contrasto all’italian sounding. […] Solo se sapremo essere determinanti nelle scelte comunitarie, costanti nell’impegno e convinti che sulla produzione agroalimentare si gioca il futuro non solo dell’Italia, ma probabilmente quello del nostro pianeta, riusciremo a determinare il passo di un settore che ha la capacità di trasformare tutto, i nostri territori, le nostre abitudini, la nostra salute ed infine le nostre vite."

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