Marigliano, cade a pezzi corso Umberto I: si punta su un referendum

Redazione

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Marigliano - Basolato si, basolato no. Gli ultimi lavori di rifacimento di corso Umberto I hanno messo ko la strada del salotto buono della città. Furono spesi circa un milione e trecento mila euro per dei lavori che hanno reso praticamente impraticabile il corso. Sono numerose le persone che si sono infortunate camminando a piedi e gli automobilisti vittime di incidenti. Adesso la situazione più semplice e veloce per porre rimedio al disastro sarebbe quella di asfaltare il corso, ma la città è divisa. Si invoca l'indizione di un referendum per fare in modo che siano i cittadini a decidere. Si tratta di un problema ereditato dalla giunta di centrosinistra, retta da Antonio Carpino.

“I basoli sono patrimonio di Marigliano. L’asfalto -dice lo storico Giovanni Villano- non è una soluzione: i lavori vanno controllati e se ci sono problemi vanno denunciati. A via Isonzo c’è l’asfalto e la strada pure lì sta sprofondando. Ciò accade quando i lavori non vengono vigilati e si lavora al ribasso. Pagassero i responsabili del disastro. Il basolato non si tocca”. Il dibattito si è acceso anche sul web dopo la festa patronale che ha fatto emergere tutte le criticità. I cittadini di sera camminando a piedi sotto la galleria di luminarie hanno rischiato seri infortuni.

“Bisogna chiudere corso Umberto I alle auto – è la posizione di Gaetano Tufano- .oppure si tolgono i basoli riposizionandoli in altri posti del centro storico ,altrimenti bisogna solo asfaltare". Pare che al palazzo di città si starebbe anche pensando di lasciare il basolato solo nel tratto principale davanti al monumentale municipio spostando le antiche lastre tufacee in una pista ciclabile che si intenderebbe fare su vecchi binari dismessi delle ferrovie. Di certo il problema non si presenta di facile soluzione perché l'immagine di corso Umberto I, consolidata nei secoli verrebbe completamente snaturata e stravolta. Intanto monta la rabbia dei cittadini.

“E' vergognoso al mio passeggino per poco non si smontavano le ruote ... per non parlare dei diversamente abili sulle sedie a rotelle.....schifo e vergogna”, denunciano. Ci va giù duro anche Marianna Perna “Ho preso due storte pur avendo le scarpette ai piedi, inoltre mio padre ha accusato molto fastidio ai piedi ed è dovuto tornare a casa non ce la faceva più a camminare”.

Un problema che è stato più volte denunciato e di cui cercò di occuparsi anche il commissario prefettizio pro tempore, Vittorio Zappalorto, che addirittura non riuscì a trovare neanche la polizza fideiussoria che risultava inesistente. Il commissario andava anche alla ricerca di una relazione dettagliata che mettesse nero su bianco le responsabilità della ditta che aveva eseguito i lavori, ma nessuna di quelli interpellati fu disposto a farlo. Di certo però il milione e trecento mila euro sborsato dalla tasche dei contribuenti rappresenta un sperpero di denaro pubblico di non poco conto. Asfaltare? Non darebbe giustizia.

 

 

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