Non parlate male della festa di Marigliano.

Andrea America

MARIGLIANO - E’ qui la festa? Si! a Marigliano. Da oggi e per quattro giorni. Non c’è Jovanotti ma ci sono Gli alunni del sole. E’ una bella festa. Da stasera e fino a martedì le vie della città saranno un’insieme di luci e colori. Di bancarelle e passeggiate. Una festa semplice, piacevole di fine estate, che nell’era del digitale e del web, rinnova con puntualità una sana tradizione cittadina. Quella di tenerla ogni anno in coincidenza della prima domenica di settembre.

Questa festa è voluta fortemente dalla chiesa e dal comitato dei “masti e festa”,e da moltissimi cittadini sensibili alla tradizione della processione, delle arcate illuminate, dei fuochi, quest’anno ha qualcosa in più; l’occasione per lanciare un messaggio al sindaco Antonio Carpino: “Faccia del tutto affinché dal prossimo anno la città sia illuminata dalle risposte e dai risultati della sua amministrazione”. Noi siamo fiduciosi, ci crediamo, non ci deluda. Sappia il nostro amico sindaco, che se ciò avverrà, allora si che non ci saranno luminarie più belle e colorate dei nostri cuori. Sarà davvero la festa che da anni aspettiamo e che purtroppo ci viene negata. Immagino già di vedere in serata, le vie centrali, invase da uomini e donne di ogni età a passeggiare gioiosamente, con i bambini a mangiare gelati a più non posso.

Vedo genitori con i figli per mano, ragazzi e ragazze scanzonate che si divertono, anziani alla ricerca dei ricordi, gruppi di persone di fronte alle bancarelle del torrone, centinaia di persone entrare ed uscire dalla chiesa. Vedo i soliti criticoni in gruppo parlar male della festa e di se stessi. Immagino quelli con la puzza sotto al naso che hanno sempre qualcosa da dire. Vedo flotte di uomini e donne dei comuni limitrofi in ghingheri e acchittati, sorridere e passeggiare sotto le arcate illuminate. E pensare che quando ero ragazzo, negli anni Cinquanta, la domenica della festa, andavo spesso con la mia famiglia a pranzo dalla sorella di mia madre. Abitava in un vicoletto di via Giannone.

Io, mio padre e i miei tre fratelli, partivamo a piedi da Mariglianella e mio zio Giovanni con i figli ci aspettava nei pressi della chiesa dopo la Santa Messa. Subito dopo andavamo insieme a casa sua per il pranzo. Inutile dire che mia madre era già lì, sin dalle prime ore del mattino per aiutare mia zia, sua sorella, a preparare la pasta al forno, le braciole e la parmigiana di melanzane. Il vino si beveva con la gazzosa, ma per noi ragazzi c’era solo acqua. La sera poi uscivamo tutti insieme per la passeggiata sotto le luminarie. Passeggiate indimenticabili che ci riempivano di felicità. In piazza, davanti al Municipio, sul palco c’era la banda musicale che suonava la musica lirica e sinfonica che a me non piaceva e che non capivo.

Mio padre e mio zio incontravano sempre degli amici e conoscenti e si mettevano a parlare di ciclismo e della squadra di calcio del Napoli, che allora aveva come presidente il Comandante Achille Lauro. Ancora oggi ho impresso nella mente il sorriso e le emozioni di quei momenti e di tutta quella gente . Ricordo i loro volti scuri, abbronzati, bruciati dal sole delle campagne. Allora Marigliano contava circa ventimila abitanti e più della metà erano contadini. A vederli passeggiare, felici e sorridenti, era già una festa. E che festa. Uno spettacolo di emozioni, di luci, colori, musica e sacrifici, che solo chi l’ha vissuto può raccontare. Di certo neanche Google e Internet. Buona festa a tutti.
 

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