La famiglia di Libera si allarga, Atripalda c'è !

Nicola Riccio

Il saluto del Presidio Libera area nolana

ATRIPALDA . Una buona notizia, un presidio Libera anche ad Atripalda.  Al via il primo nucleo locale in Irpinia dell’associazione presieduta da Don Ciotti che opera da venti anni nel nostro Paese e che vedrà la prima luce attraverso la firma del patto di presidio tra i cittadini e le associazioni che da oltre due anni stanno lavorando a questo obiettivo. L’inaugurazione è prevista per lunedì 6 luglio a partire dalle ore 18.30 ad Atripalda presso “La Piazzetta degli Artisti” (nei pressi di Piazza Garibaldi) durante la manifestazione “Guardare Per Andare Oltre!”
 
Durante il percorso di costituzione  - spiegano i ragazzi di Libera -  si è deciso di intitolare  il presidio a Pasquale Campanello, vittima innocente irpina della criminalità organizzata. Una scelta significativa che vuole porre l’attenzione di tutti su come si possa combattere mafia, corruzione e povertà facendo il proprio dovere nella quotidianità.”
 
Pasquale Campanello , infatti, era Sovrintendente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria, in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. L’8 febbraio 1993, venne ucciso da quattro killer con quindici colpi di pistola a distanza ravvicinata in un agguato sotto la sua abitazione a Mercogliano per non essersi piegato a ricatti e tentativi di corruzione.
 
Saranno presenti Fabio Giuliani, referente di Libera Campania, Antonio Di Gisi, Libera Atripalda, Renato Natale, Sindaco di Casal di Principe, Antonietta Oliva, vedova Campanello, Daniela Marcone, Vicepresidente Nazionale di Libera, Francesco Iandolo, referente di Libera Avellino.
 

Il benvenuto anche dal Presidio Libera area nolana : “ Siamo grati ad i ragazzi della provincia di Avellino che già conosciamo per le loro attività specialmente nella zona del Vallo di Lauro. Salutiamo felicemente il nuovo presidio di Atripalda che rappresenta un nuovo importante tassello per diffondere la cultura della legalità sul territorio irpino. Uno sforzo necessario per raggiungere tutti quei territori dov’è importante mettere insieme forze e competenze per contrastare la criminalità e per creare quegli anticorpi sociali che ne possano favorire una rapida diffusione.” 

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