Nola, sgominata banda di ladri rumena

Redazione

Presa l'intera banda che rubò i personal computer nell'Istituto S. Erasmo di Saviano, poi ritrovati dai carabinieri

NOLA - Sei arresti per furti effettuati su mandato del Gip presso il Tribunale di Nola,nei confronti di sei persone , cinque in carcere e uno agliarresti domiciliari, tutte di nazionalità rumena eccetto una (italiano).

Le indagini, dirette dal procuratore aggiunto Maria Antonietta Troncone, della Procura della Repubblica di Nola, per i reati di associazione a delinquere
finalizzata alla commissione di furti in danno di numerose ditte nelle province di Napoli,
Salerno e Avellino, avvenuti tra settembre 2014 e gennaio 2015, sono state avviate a settembre scorso dai
Carabinieri della Compagnia di Nola.

Tra gli arrestati spiccano due conviventi Samoila Vasile e Filipciuc Petronela, promotori ed
organizzatori dell'associazione, deputati alla individuazione degli obiettivi ed alla
organizzazione logistica della banda.

Le indagini sono scaturite dal tentato furto di carburante presso una ditta di
Boscofangone, dove i Carabinieri intervenuti rinvennero uno scontrino rilasciato alcune
ore prime in un bar di Nola, la successiva acquisizione delle immagini a circuito chiuso
dell'esercizio consentì l'individuazione del Samoila, già noto alle forze dell’ordine, in quanto
soggetto sottoposto all'obbligo di firma per analoghi reati.

Il complice italiano era una ex guardia giurata , che rivestiva un ruolo preminente nel sodalizio, collaborando attivamente nella ricerca degli obiettivi e nello smercio della merce rubata.
Nel corso dell'attività d'indagine è stata documentata la commissione di ventuno furti
commessi in orario notturno, secondo un copione ben consolidato, che vedeva la coppia
impegnata nell'accompagnamento dei connazionali sull'obiettivo prescelto per poi
prelevarli al termine del  raid e "scortarli" sino ai nascondigli, nella provincia
di Caserta, dove veniva occultata la refurtiva.

Tra gli obiettivi colpiti figura anche l'istituto comprensivo S.Erasmo di Saviano, dal
quale vennero asportati numerosi computer utilizzati per l'attività didattica. I Carabinieri
riuscirono, in quella circostanza, a recuperare l'intera refurtiva prima che fosse trasferita
all'estero. Circa un mese e mezzo dopo, i componenti della banda, inconsapevoli di
essere finiti nel mirino degli investigatori , ed avendo probabilmente appreso dai media
della riconsegna del materiale informatico alla scuola, s'introdussero nuovamente
all'interno di quell'istituto, ma invano, visto che i personal computer, seppure
riconsegnati, non erano ancora stati ricollocati nelle aule.

In genere, però, erano le ditte i target preferiti dalla banda. Sotto la lente differenti
  colpi, alcuni dei quali perpetrati a distanza di poco tempo in
danno del medesimo obiettivo, nel corso dei quali sono stati asportati beni ed attrezzature
di vario genere per un valore complessivo stimato di circa 600 mila euro.

Parte della refurtiva è stata recuperata nel corso di varie perquisizioni eseguite a carico degli indagati, i quali imperterriti, anziché desistere dalla loro attività criminale, mutavano i nascondigli ed adottavano condotte elusive al fine di sviare le indagini.
Neanche il fermo a carico di uno dei due promotori, eseguito il 4 dicembre scorso, dopo il ritrovamento del materiale informatico asportato dalla scuola di Saviano, ha posto un freno alla banda. Anzi la sua uscita di scena ha fatto emergere l'indole criminale e l'attitudine al comando della Filipciuc, la quale, dopo l'arresto del compagno, ha continuato a mandare avanti l'attività della banda reggendone di fatto le redini.
In tarda mattinata, uno dei componenti della banda, Boroica Grigore, è stato rintracciato a Recale (CE) dagli agenti del Dipartimento Compartimentale della Polfer di Napoli Squadra di polizia giudiziaria, nel corso di un normale controllo.

 

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