Marigliano, la preside del Liceo Colombo sulla polemica del Ferraris

Redazione

Lettera aperta della dirigente scolastica del Liceo Cristoforo Colombo, Maria Grazia Manzo.

MARIGLIANO - Dopo la polemica scoppiata all’interno dell’Istituto Saviano - Marigliano, l’ex Galileo Ferraris, tra due docenti, Ida De Martino e Carmela Napolitano, in cui ognuno attribuiva la crisi dell’Istituto a una componente politica diversa, la vicenda si arricchisce di un altro contributo.
Interviene, infatti, a polemica conclusa, essendo stata chiamata in causa, la dirigente scolastica del Liceo Cristoforo Colombo, Maria Grazia Manzo. E lo fa con una lettera aperta inviata alle redazioni dei vari giornali della zona. Questo è il contenuto.

Ora che sembra conclusa la polemica nata all’ interno di una delle sedi dell’ Istituto Statale Istruzione secondaria Saviano – Marigliano e ora che tanti hanno pubblicamente parlato e sparlato del Liceo Colombo è giunto il momento che anche io, Maria Grazia Manzo, dirigente del Liceo Colombo, esprima, senza nascondermi dietro ad “ingenua gonnella” o a “pantaloni importanti”, (indosso a secondo del momento e del contesto entrambi gli indumenti, ovviamente, senza attribuirvi alcuna qualità)qualche riflessione su quanto scritto, detto e “urlato” con un’ enfasi a dir poco tardiva.
Nel 2009 anno del mio primo incarico al Liceo Colombo gli alunni frequentanti erano 833, di cui 146 nelle prime classi. Una scuola, quindi, che tra l’ indifferenza più o meno diffusa viveva un momento di crisi conseguente alla “fuga” (non riprendo i motivi perché poco importanti ormai) di adolescenti mariglianesi verso altri licei.
Crisi che contemporaneamente, forse per motivi diversi, viveva anche l’ allora istituito Galileo Ferraris, scuola ancora autonoma.

In una con gli organi collegiali ho avanzato all’ ente competente, dopo aver portato le proposte nelle riunioni di ambito e dopo aver ricevuto dallo stesso ambito le approvazioni, la richiesta dell’ indirizzo linguistico prima dell’ indirizzo artistico poi. Nel contempo l‘ istituto Ferraris “perdeva” l’ autonomia. Questi gli eventi nel loro dispiegarsi.
Negli anni, in questi stessi anni innumerevoli sono state le richieste avanzate all’ Ente proprietario, la Provincia, per una razionalizzazione degli spazi dell’ edificio occupato dal Liceo Colombo vista la costante crescita del numero di iscrizione e non ai due nuovi indirizzi per i quali è stato adottato il numero chiuso, ma al primo indirizzo, quello scientifico, ciò nonostante il proliferare di indirizzi scientifici in scuole limitrofe, nate con ben altre vocazioni. Nulla è stato fatto; questa è la verità.

Eppure all’ improvviso, dopo il silenzio assordante di chi pure avrebbe dovuto farsi carico di una scuola che accoglieva più di mille giovani (l’ anno prossimo 1121) ecco esplodere la polemica:
- La dirigente, che ha fatto solo il suo lavoro, nel miglior modo che sapeva fare, offrendo opportunità formative, incrementando l’ organico, salvaguardando l’ autonomia di un liceo, il Liceo Colombo che può vantare sì, un importante passato, ma anche e soprattutto un altrettanto importante presente, viene etichettata come “incauta”.

Per il lavoro fatto
, l’ impegno profuso, il tempo speso, le responsabilità assunte, pensando non a me, ma ad un altro dirigente io lo definirei lungimirante e accorto. Sempre alla stessa dirigente che dopo aver atteso a lungo una risposta mai avuta, per offrire agli allievi le doverose opportunità formative si è vista costretta a pensare ad una sede temporanea in un paese limitrofo, da cui pure provengono gli allievi del liceo, è stata fatta l’ accusa di favorire altri campanili. Se il tutto non coinvolgesse i giovani e la scuola potrei pure sorridere ed andare avanti, ma non posso farlo.
Al contrario devo riflettere sul perché oggi e solo oggi tutti si interessano all’ allocazione di alcune classi del liceo Colombo. Devo riflettere sul perché si parla di “ classi in esubero del Colombo da ospitare al Ferraris”. E ciò addirittura distruggerebbe l’ identità della sede ospitante. Non riesco a cogliere il senso. Bisogna andare altrove o rimanere a Marigliano?

Se indigna l’ andare altrove forse devo sperare che la futura amministrazione troverà d’ intesa con la città metropolitana, le risorse per il Liceo Colombo?
Ma mentre io mi arrovello, menti ben più aperti della mia e persone più caute e ponderate hanno trovato il rimedio alla carenza di aule che “affligge” il Liceo Colombo: “ trasferire il liceo artistico al Ferraris, anche in relazione al sistema organizzativo simile che gli indirizzi presentano”. Ci si indigna per le cose, come se le aule fossero del singolo e non della collettività e poi si propone di trasferire le persone che gli allievi sono, sic et nunc, dal Liceo Colombo al Ferraris o meglio alla sede associata dell’ Istituto superiore di Saviano. “ Si vuole raccogliere là dove non si è seminato”.

La mia risposta è semplice: non volevo e non voglio disfarmi di un fardello. Non esiste il liceo Artistico come corpo a sé. Esiste perché voluto l’ indirizzo artistico del Liceo Colombo. I nostri allievi hanno scelto prima il Liceo Colombo, poi, tra gli indirizzi, l’ indirizzo a loro più congeniale. Non decido per loro, ne ho troppo rispetto. E tanto dico con tono sommesso senza, però sottacere che alcun effetto ha su di me e su eventuali decisioni che potrei essere chiamata a prendere sia chi esorta. “Il Comune di Marigliano faccia sentire la propria voce, intervenga con forza…” sia chi è esortato.
Ma sono sicura che non si arriverà a tanto sia perché, fra qualche giorno molti si dimenticheranno dei problemi che la scuola ha, sia perché non ci sarà bisogno di sottrarre al Liceo Colombo l’ indirizzo Artistico e questo perché l’ Istituto più prestigioso di Marigliano, il Galileo Ferraris, non faticherà a riempire le aule vuote. Questo è il mio auspicio.
Nel frattempo la città di Marigliano, chi l’ ha rappresentata e la rappresenterà, e, la città metropolitana saranno gli unici responsabili dei disagi che saranno costretti a vivere gli studenti del Liceo Colombo.

P.S. Anche noi abbiamo una identità… ed è costato e costa fatica.
Scusate se è poco

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