Pomigliano D'Arco, dolore per il suicidio del giovane Gennaro

Redazione

Addio Gennaro sognatore salesiano

POMIGLIANO D'ARCO - “Ci ha lasciato un grande uomo. Un animatore sempre con il sorriso sulle labbra. Un amico sempre capace di confortarti, di strapparti un sorriso anche se non volevi.
Un grande giocatore che nonostante le sconfitte non si arrendeva mai e continuava a combattere. Gennaro non ci sono parole che possano descrivere il ragazzo che eri ma una cosa è certa: sarai sempre con noi, sempre nei nostri cuori”.

Sono sconvolti nell’oratorio salesiano di Pomigliano d’Arco, dove Gennaro Farago prestava volontariato donando gioia e sorriso ai tanti bambini che in lui vedevano un baluardo di allegria . Gennaro era l’allenatore, era l’instancabile giocatore delle partite di calcetto. Il numero uno. Cosa nascondesse nel suo animo, però, nessuno lo sa. In tanti provano ad interpretare il significato del suo gesto estremo. Forse ci voleva un sorriso rassicurante anche per lui che si definiva sognatore per infondergli speranza nel buio di quell’attimo di disperazione che lo ha spinto consapevolmente a gettarsi nel vuoto.

Di certo questa società non ha saputo coltivare il seme della sua solidarietà, del suo essere sempre presente per gli altri. E’ stato lasciato solo nel dramma e in quella dolorosa solitudine che ha fatto insinuare nella sua mente il tarlo di dire addio a questa esistenza troppo pesante per un animo nobile.  Qui non c’entra la depressione, ci sono il dramma della mancanza di lavoro e il peso di responsabilità troppo adulte per un ragazzo di appena 25 anni. Gennaro era un angelo che aveva perso il lavoro e che la troppa bontà ha reso non di questa terra.

Il dolore tra i suoi amici e gli operatori sociali è davvero fortissimo:”La morte di un giovane uomo che a soli 25 anni si toglie la vita perchè non ha più nemmeno la speranza – scrive Carmen D’Auria- è scioccante, ma se quell' uomo lo hai conosciuto condividendo con lui un percorso fra lavoro e volontariato , se lo hai visto nel cortile dell' oratorio al servizio dei giovani, se ogni giorno per due anni hai trascorso con lui pomeriggi di giochi , risate e partite di calcetto interminabili , allora è il dolore quello che senti scorrere sul viso. Di te mi resterà sempre nella mente il tuo buffo modo di sorridere .........ciao Gennaro , ciao ragazzo gentile”.

Ciao ragazzo sportivo. Solo tre mesi fa scrivevi ai tanti finti tifosi abituati a tifare solo quando si vince:” Io sono ancora qui, e voi?????????(X TUTTI I TIFOSI ANTI NAPOLI, NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE.. FORZA NAPOLI SINO LA MORTEEEEEEEEE!!!!)”. Ed eccolo Gennaro appena il 6 maggio:”” File chilometriche ai botteghini per Napoli-Dnipro. Cos'è? Adesso vi piace questo periodo storico ricco di trofei e stagioni di altissimo livello come non mai? E quelli del "nuje simmo 'e Napule" e del "meritiamo di più" dove stanno? Ora son tutti felici e contenti di poter assistere dopo 26 anni ad una semifinale europea? La terza in 89 anni di storia? ". E la coerenza del "meglio in C che con un presidente così"?.

Ciao Gennaro e scusaci se non abbiamo saputo consegnarti il trofeo della vita. Non avere un lavoro ti mette in una condizione psicologica delicatissima, la perdita del proprio ruolo nella società, l'essere escluso di partecipare alla costruzione della comunità. E il non poter programmare il proprio futuro come "uomo" è, e si è dimostrato, devastante!
 

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