Marigliano, il centro storico cade a pezzi

Redazione

Allarme per Palazzo Nicotera , per il complesso conventuale Antonia Maria Verna e per le chiese del Purgatorio e San Lazzaro

MARIGLIANO - SOS per il centro storico. Altri crolli nello storico palazzo Nicotera, allarme per i pericoli . I comitati cittadini chiedono che si dia subito corso alle verifiche statiche e che riprendano subito i lavori di restauro interrotti da circa nove anni. La situazione più preoccupante è quella di palazzo Nicotera.  Qui i cantieri sono bloccati da circa un decennio e le recinzioni di via Giannone sono diventate un ricettacolo di rifiuti e covi di topi.

Furono spesi 500 mila euro per le prime operazioni di messa in sicurezza del blocco su via Collegiata, poi più niente. Tutto è finito nel dimenticatoio. I cittadini però non ci stanno. Temono che la vicenda di palazzo Nicotera possa diventare un altro affare appetibile per le bande del cemento, come già è avvenuto per lo storico palazzo razionalista di epoca fascista Attena e per palazzo Bonazzi di Sannicandro. Scatta, dunque, lo stato di allerta. Palazzo Nicotera fu donato dall’ultimo rampollo del casato, Luigi, nel 1953, alla chiesa Santa Maria delle Grazie insieme all’intero patrimonio valutato allora 12 milioni di lire. Una cifra enorme per quei tempi che secondo le disposizioni testamentarie doveva servire anche per la manutenzione e il restauro dell’edificio.

Ma quei lavori non furono mai effettuati e il terremoto del 1980 diede un colpo fondamentale all’immobile che fu gravemente danneggiato. Naufragò persino il progetto del Giubileo del 2000 messo in campo dall’allora primicerio, Giovanni Rinaldi, poi vescovo di Acerra, che mirava a creare un ostello per i pellegrini dando corso in parte alla volontà dello stesso Nicotera. Fino al 2006 a causa delle precarie condizioni statiche e delle continue spoliazioni fu transennata via Giannone e tutte le strade adiacenti creando non pochi disagi di viabilità e alle stesse attività commerciali messe in ginocchio dalla parziale chiusura del primo tratto del centro storico.

Il prestigioso palazzo, infatti, occupa un’intera insula del borgo antico ed è il risultato di un’aggregazione di corpi di fabbrica di varie epoche riorganizzati nel corso del settecento. Tre corti interne, una decina di scaloni e logge in pregiato piperno. Decine di finestre e balconi e ampie terrazze da cui si poteva godere tutto il panorama dell’agro nolano. Sono questi i numeri del palazzo. Adesso a distanza di circa 9 anni dal primo lotto di lavori, effettuato con i soldi ricavati dalla vendita del campo sportivo Santa Maria delle Grazie, allo stesso comune di Marigliano che lo acquisì per 500 mila euro, la situazione è un vero disastro. Cadono a pezzi i solai. Capriate lignee marce, intonaci gonfi di umidità che si stacca, ferri arrugginiti.

“Bisogna subito intervenire per evitare pericoli alla pubblica incolumità, ma anche per salvarlo e utilizzarlo in funzione della collettività come prevedeva il testamento”, tuonano i comitati. Situazione critica anche per il complesso conventuale Antonia Maria Verna, i palazzetti medioevali di via Boschetto e per le stesse chiese del Purgatorio e della Pietà e San Lazzaro ormai negate al culto e alla pubblica fruizione.

 

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