Marigliano, ricordando il prof. Michele Malanga

Franco Trifuoggi

MARIGLIANO - Michele carissimo, te ne sei andato senza dare a noi tuoi amici la possibilità di parlarti per l’ultima volta, ci hai lasciati sbigottiti per un addio che ci addolora tanto più perché inatteso! Rivediamo ancora, con gli occhi della mente, il tuo volto aperto, franco, sereno, anche se talvolta apparentemente accigliato o pensoso, e pensiamo che con la tua dipartita la nostra città è divenuta culturalmente più povera, privata di una persona saggia come te che, pur non mariglianese, eri un’istituzione.

Eri venuto a Marigliano, infatti, per aver sposato la prof. Lina Moschettino, lasciando il tuo paese, S.Andrea di Conza, di cui eri stato anche Sindaco, per stabilirti definitivamente nella nostra città. Marigliano ti aveva accolto con stima, simpatia ed affetto, come un suo illustre figlio, e tu, pur fiero ed orgoglioso della tue origini irpine, l’avevi ricambiata integrandoti perfettamente nella sua cittadinanza, e divenendo ben presto esperto dei suoi costumi, delle sue usanze, della sua storia. Eri così diventato l’amico di tutti, oltre ad essere il docente apprezzato e amato dell’Istituto tecnico industriale “Maiorana” di Somma Vesuviana.
 

Cattolico fervente, eri cresciuto in una famiglia profondamente religiosa, che aveva dato alla Chiesa un sacerdote; uomo ligio al dovere, eri animato da una ferma fede nei valori, che manifestavi in ogni occasione della vita, privata e pubblica, nella famiglia come nella politica. Immancabile era la tua presenza quotidiana in Chiesa per una preghiera, così come alla Santa Messa della domenica e nei primi venerdì del mese. Era poi un rito la tua visita mattutina all’amico Fifino Bonavolontà nella rivendita di giornali di piazza Annunziata, dove era una consuetudine lo scambio di battute con lui e con gli avventori.
 

Ricordo le soste con te di noi tuoi amici all’uscita della S.Messa domenicale delle 11.30, allietate dai tuoi motti frizzanti, segno di un umorismo sempre limpido e signorile. Ora non sentiremo più risuonare la tua “calda e grave voce meridionale” con gli arguti riferimenti a poeti latini come Catullo, saporosamente raccordati ai versi di canzoni napoletane…
Ci hai lasciati troppo presto, Michele caro, ma il ricordo di te vivrà in noi come quello di un una persona proba e amabile, di un cattolico esemplare, di un uomo di grande cultura, di un amico sincero. Grazie, Michele, per tutto quanto ci hai donato, e arrivederci!
 

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