La befana a Marigliano è stata minacciata.

Andrea America

MARIGLIANO -  Era da poco passata la mezzanotte. Dalla velocità con cui scappava lungo via Giannone, non sembrava una vecchietta malandata. Correva e gridava: “abracadabra aiutami tu, abracadabra fammi volare, mi vogliono ammazzare”. E continuava, aiuto, aiuto……. ,dopo aver lasciato la scopa e il cappellaccio per terra e imboccato il vicoletto accanto alla chiesa per ripararsi dall’incazzatura di Mariolina, la giovane figlia di Tonino il cassintegrato Fiat, che la rincorreva con un bastone in legno fra le mani. “T’aggià fa nova nova, vecchia di merda, ‘nciucessa, è il quarto anno consecutivo che passi sotto casa mia senza fermarti……. t’aggià spaccà a capa”.

- A voce alta, Mariolina correva e urlava, rischiando di inciampare su di una busta dei rifiuti, fino a quando Sebastiano e Adolfo, trovatesi da quelle parti per caso, l’hanno riconosciuta e fermata. “Si può sapere cosa sta succedendo?” Ha chiesto Adolfo, un pochino preoccupato. E ancora: “Perché mai stai rincorrendo e minacciando quella povera vecchietta?”. Mariolina, con gli zoccoli ai piedi, in sottoveste, capelli al vento, uno scialle in mano, le lacrime agli occhi ha risposto:” Scusatemi, lo so che sto sbagliando e la violenza non mi appartiene, voi mi conoscete, sapete benissimo che non ho mai litigato con una persona in vita mia, però questa volta mi vedo costretta. Vi prego non dite niente a mio padre perché ne soffrirebbe, ma io a quella vecchia baldracca della befana, che critica tutti e non mantiene le promesse, una bastonata in testa gliela devo dare”.-

“E perché mai, tu che sei una ragazza modello, una studentessa tranquilla”.- ha interrotto Sebastiano- “Non perché voglio giocattoli, gioielli o telefonini, ma perchè è il quarto anno che passa sotto casa mia senza fermarsi, senza neanche tuppuliare alla mia porta, e questa volta sapendo che mia madre è malata e mio padre a cassa integrazione, poteva portarmi un paio di scarpe nuove, oppure il dizionario di inglese per i miei fratelli gemelli. Invece quella vecchia zitella, è passata sotto casa senza fermarsi. Quando mi ha vista ha fatto finta di non conoscermi minacciando di chiamare i carabinieri nel caso non la lasciassi libera di girare”.- “ E tu per questo vuoi bastonarla?” - Ha risposto Adolfo- “Ma quale bastonarla, io l‘aggià fà nù paliatone”- ha replicato Mariolina.- Adolfo da bravo genitore le ha detto: -“ Ma lascia stare, cosa dovrei dire io, che sin dall’infanzia non ho mai conosciuta la befana.

Non l’ho mai vista e già allora mi dicevano che era vecchia, figuriamoci adesso che sono passati tanti anni, forse è morta, per cui questa che tu vuoi picchiare sarà una povera madonna che si veste da befana per guadagnarsi qualche euro per sopravvivere. Senti a me, lasciala stare, torna a casa, la befana non esiste più, prega per tua madre, affidati al Signore, compi sacrifici, impegnati nello studio, abbi fiducia nel prossimo e vedrai, domani mattina, troverai sulla scrivania il dizionario di inglese e di latino per i tuoi fratelli, e anche uno scatolo di cioccolatini per te”.- Mariolina, un tantino mortificata da queste parole, è scoppiata in un pianto profondo, ha gettato via il bastone, chiesto scusa e li ha salutati, per recarsi dalla vecchietta, la quale, poverina, era accovacciata nell’angolo, impaurita, tremante e infreddolita.

L’ha presa dolcemente per mano come una bambina, l’ha rassicurata mettendole lo scialle in lana sulle spalle per proteggerla dal gelido freddo della notte e invitata a seguirla. Con gli occhi bagnati di lacrime, il cuore in movimento, pregando e singhiozzando, l’ha portata verso casa sua, mentre dal cielo una stella luminosa con la gobba, il naso adunco e il mento aguzzo, vestita di stracci, seduta su di una scopa col saccone dietro la schiena, in mezzo ad un gruppo di angeli, illuminava il cammino e dava luce ad una Marigliano buia, abbandonata, tradita, ma pur sempre dal cuore grande e generoso. La madre di tutti noi.

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