Marigliano, commozione ai funerali di Alfonso Sorrentino

Redazione

MARIGLIANO - Non ci sono parole di fronte alla triste morte di Alfonso Sorrentino, il negoziante di corso Vittorio Emanuele che giovedì si è tolto la vita lanciandosi nel vuoto da più di venti metri d'altezza. La categoria non è unita. In molti hanno tenuto abbassate le saracinesche a metà, altri invece non hanno creduto nel gesto simbolico. Non c'è neanche la partecipazione che ci si aspettava.

I tempi cambiano e il dolore viene espresso sul social network accendendo fiaccole virtuali e lasciando pensieri su Facebook che chissà se saranno mai letti da chi in questo momento così' triste avrebbe bisogno di vicinanza e partecipazione. Forse il maltempo e la preoccupazione che via Giannone si allagasse rischiando di far rimanere tutti intrappolati in chiesa ha impigrito una fetta consistente della città. Si contano meno di cento persone nella chiesa Santa Maria delle Grazie nel giorno dell'addio.

C'è la moglie Maria Grazia insieme ai figli e la sorella Maria. I rappresentanti di Ascom e Confcommercio e qualche rappresentante delle associazioni locali. Il Lions Club ha fatto anche un manifesto per esprimere il proprio cordoglio alla sorella Maria. "A volte la vita porta a compiere gesti inspiegabili", dice nell'omelia il parroco don Pasquale Capasso con la voce rotta dalla commozione.
La bara esce dalla chiesa. L'auto funebre si allontana e il silenzio all'improvviso viene rotto dal coraggio di un applauso a cui fanno seguito altri scroscianti applausi.

C'è tristezza in corso Vittorio Emanuele dove adesso i commercianti dovranno abituarsi a non vedere più il volto di Alfonso Sorrentino che con la sua discrezione di uomo d'altri tempi di mattina alzava le saracinesche. Le serrande sono abbassate. Alfonso per salvare il salvabile aveva anche avviato le pratiche per cedere l'attività riscuotendo già la caparra.
Aveva, poi, cambiato idea, ma doveva pagare il doppio della somma ottenuta, ma i soldi non li aveva. A farlo desistere il fatto che non aveva ancora raggiunto i requisiti necessari per andare in pensione e forse anche il pensiero di vedere in mano ad altri l'attività di famiglia.

Ci si deve interrogare: qui a Marigliano i commercianti si sentono soli, vittime della crisi e della depressione economica oltre che dalla mancanza di un'amministrazione comunale. I commissariamenti sono perenni e nel frattempo la città muore sotto il peso dei disservizi.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di Redazione >>




Articoli correlati



Altro da questo autore