A Quindici la rinascita passa per il maglificio “ 100Quindici Passi “

Nicola Riccio

Al via la selezione per 6 operatori del Maglificio sorto nella villa confiscata ai Graziano

Quindici  -  Piccoli germogli, a volte non si notano neppure, nascono nell’indifferenza, vengono su silenziosamente ma hanno dentro la forza di un ciclone, la magia e la vitalità di qualcosa di innovativo. Siamo a Quindici, Comune del basso avellinese a pochi km da Nola sciolto già due volte per infiltrazioni camorristiche , la prima nel 1993 e la seconda nel 2002, nello stesso anno della “ strage delle donne” episodio culmine della faida quindicese che vede il clan Graziano da oltre 20 anni in guerra con il clan Cava.

E’ proprio nella villa confiscata ai Graziano , un casermone tutto cemento armato, che prende vita il piccolo germoglio, una rinascita concreta e fattiva. Trattasi dell’alternativa che l’ass. Libera tanto sottolinea da tempo. Privare la criminalità organizzata delle proprie rendite, dei propri beni e restituirli alla città , alla comunità, alla gente del luogo con un progetto di riconversione del bene che diviene simbolo quindi di una possibilità , simbolo di un “ celapossiamofare”.

La cooperativa Oasiproject che gestisce il bene confiscato ha pubblicato infatti l’avviso di selezione di lavoratori svantaggiati e/o inoccupati e/o disoccupati che potranno essere inseriti nel percorso di formazione finalizzato all’assunzione nel Maglificio . C’è tempo fino al 20 novembre. Successivamente la selezione sarà affidata ad una commissione presieduta da un componente designato dalla Prefettura di Avellino e da delegati dei soggetti coinvolti nel progetto.

“Un ulteriore passo che ci permette di garantire a tutti i candidati la massima trasparenza nelle procedure di selezione – afferma Pasqualino Capoluongo presidente della cooperativa Oasiproject – Il progetto che stiamo realizzando grazie al contributo della Fondazione con il Sud e dei tanti partner sarà il segno tangibile che è possibile contrapporre un altro modello economico e sociale in territori depressi dalla presenza della criminalità organizzata. Ora sta ai cittadini rispondere a questo avviso pubblico e dimostrare che anche la comunità ripone fiducia in questo progetto.”

 

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