Nola, “L’astensione dell’avvocatura non risolve il problema”

Vincenzo Esposito

NOLA - L’avevamo annunciata qualche giorno fa e difatti è partita la tre giorni d’astensione da parte dell’avvocatura. Tante le problematiche che erano state evidenziate e presentate in particolar modo dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, Avv. Francesco Urraro, che sottolineava l’incertezza del futuro della professione forense e la possibili negative conseguenze in merito alla difesa dei diritti dei cittadini, sopratutto delle fasce più deboli della popolazione: “Purtroppo con i provvedimenti nati sull’onda dell’emergenza economica abbiamo assistito alla riduzione dell’esercizio della difesa e allo svilimento del ruolo dell’Avvocato quale difensore di diritti”.

Condivisi o meno i punti su cui verte tale provvedimento dell’avvocatura c’è da dire che non tutti guardano a questo tipo di azione, l’astensione, come possibile soluzione al problema. In questo verso cito le parole dell’Avv. De Feo: “Credo che l’astensione non sia uno strumento utile. Rappresenta una protesta piuttosto sterile che non ha effetti sul problema e difatti non lo risolve. Il sistema giudiziario non riceve la scossa giusta di cui avrebbe bisogno per portare ad un cambiamento reale”.

In realtà iniziative di maggior impatto sono state realizzate sul territorio campano. In particolare registriamo l’occupazione del tribunale di Torre Annunziata, svoltasi lo scorso 29 gennaio e protrattasi per tre giorni, gesto estremo ma ritenuto indispensabile al fine di far fronte alle dure condizioni con cui convive la professione.

 

 

 

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