Mariglianella, il Comune su Enza Pacia: ecco la verità.

Redazione

I Servizi Sociali comunali e la solidarietà e gli aiuti dei cittadini di Mariglianella non sono mai mancati. Riceviamo e pubblichiamo

MARIGLIANELLA  -  Dopo la lettura dell’articolo del 5 febbraio sul sito web “Marigliano.Net”, l’assistente sociale del Comune di Mariglianella, Angela Maria Perna, ha voluto far sentire la sua voce in merito alla triste vicenda di Enza Pacia.

Nella lettera del Parroco Don Pasquale Giannino di Marigliano, tra le altre nobili considerazioni, leggiamo: “Nello specifico chiediamo ai preposti funzionari del Comune di Marigliano, di firmare prima possibile l’autorizzazione ad ospitare Enza e “Ciuffo” (il cane che accompagna la donna da quando la stessa è caduta in disgrazia) nello spazio che Don Pasquale Giannino, il parroco della parrocchia Sacro Cuore, ha allestito all’interno dei locali dell’istituto Torricelli di Pontecitra. Prendendoci cura di questa donna noi affermiamo la nostra volontà di continuare a restare umani a dispetto dei tempi e della superficialità con la quale vorrebbero farci affrontare l’esistenza. Continueremo perciò a pretendere con fermezza ed intransigenza che tutti facciano fino in fondo la propria parte”.

Per dovere di chiarezza e di rispetto della verità occorre fornire all’opinione pubblica ogni utile elemento di conoscenza nella corretta comprensione del caso: Non è vero   che “Le istituzioni sanno, ma fanno finta di non vedere”. Ecco di seguito il contributo dell’Assistente Sociale del Comune di Mariglianella, dott.ssa Angela Maria Perna: “L’articolo pubblicato su Marigliano.Net, in data 5 febbraio, mi ha lasciato oltremodo stupita e perplessa perché chi ha inteso dare voce ai bisogni di Enza attraverso Internet, prima di lanciare accuse gratuite ed infondate, avrebbe dovuto, per amore della verità, acquisire contezza dei fatti prendendo contatti diretti con le figure istituzionali interessate. Seguo il caso di Enza, nonostante non sia più residente in questo Comune dal gennaio 2012 e non solo per deontologia professionale. Grazie alla disponibilità, innanzitutto dell’Amministrazione Comunale di Mariglianella, da sempre sensibile al caso specifico ed in generale alle azioni di sviluppo di tutte le politiche sociali, nonché alla collaborazione di tanti cittadini, non solo di Mariglianella, ma anche dei paesi viciniori e di associazioni di volontariato e gruppi religiosi, è stato possibile mettere in campo interventi su più fronti per aiutare Enza. Dopo aver volontariamente lasciato, nel dicembre 2011, la famiglia Consales, residente in questo Comune, presso la quale aveva trovato un sostegno morale ed economico, ma soprattutto il calore di una famiglia, ancora adesso presente in ogni occasione con il suo aiuto concreto, ad Enza sono state offerte altre svariate opportunità di lavoro come badante presso persone anziane, ma dopo un’iniziale disponibilità vi ha rinunciato. E’ stata collocata in una comunità di suore ad Atripalda ma, a causa del suo comportamento poco rispettoso, non è stata più ben accetta. Le è stato messo a disposizione da un cittadino del posto un locale dotato anche di bagno, ma ha rinunciato anche a questa soluzione. Mi risulta che anche i Servizi Sociali del Comune di Marigliano, dove Enza ha trasferito la propria residenza da gennaio 2012, si sono attivati per aiutarla, ma senza alcun risultato. Si potrebbe ancora andare avanti e la conclusione sarebbe sempre la stessa: nessuna soluzione di aiuto incontra il favore di Enza. A chi minaccia battaglia per Enza, voglio dire: collaboriamo per aiutare Enza in concreto, non solo a parole o nelle intenzioni”.

Nota della redazione.

Abbiamo inteso dare voce all’indignazione di tante persone, giunta in redazione con telefonate ed email, che ci chiedevano di fare qualcosa che mettesse fine al modo disumano in cui viveva la signora Enza. Non era nostra intenzione polemizzare con nessuno. Abbiamo evidenziato un fatto concreto : la signora Enza, 40 anni, oggi nel 2014, dormiva in un box su Via Vittorio Veneto insieme al suo cane. E lo abbiamo fatto senza sviscerarne la storia: non ci interessava, la cosa che ci premeva era denunciare quella condizione di vita disumana. Apprezziamo tutto ciò che in passato hanno fatto le persone e il Comune di Mariglianella per aiutare  Enza. Ma se Enza oggi  dormiva ancora in un box, forse bisognava fare qualcosa di più, per cui  confermiamo “ le Istituzioni sanno, ma fanno finta di non vedere".

 

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