Acerra, i nomi degli arrestati nel blitz

Redazione

Tra gli indagati anche tre imprenditori che favorivano l'attività estorsiva

 ACERRA - AFRAGOLA Il blitz di questa notte,  fatto ad Acerra e ad Afragola dai Carabinieri di Castello di Cisterna ordinato dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato in carcere Basile Domenico, De Rosa Gaetano,Tanzillo Donato, Doni Giacomo, Piscitelli Alfonso, De Simone Francescoe Fatigati Antonio, tutti di Acerra e 
Moccia Guglielmo, di Afragola.

Tutte le 8 persone sono indagate, 7 libere e 1 ai domiciliari, e ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso , concorso in estorsione ,lesioni personali e danneggiamento seguito da incendio, tutti i reati sono aggravati dal metodo e dalle finalità mafiosi.

Dall ’indagine, che trae origine dalla denuncia presentata da due coraggiosi imprenditori impegnati nella realizzazione di opere edilizie sul territorio di Acerra, si evince la costituzione di un neonato organismo camorristico capeggiato da personaggi già contigui ai clan acerrani e già condannati, anche di recente, per delitti di matrice mafiosa. È emerso, inoltre, che era in atto sul territorio una attività estorsiva a largo raggio , che il neo costituito gruppo criminale attuava in danno di sei imprese edili impegnate ad Acerra, su più cantieri, nella costruzione di tre capannoni industriali e di due palestre.

L’attività criminosa era realizzata con gravi intimidazioni inflitte alle vittime, sia per l’imposizione delle imprese alle quali rivolgersi per l’esecuzione di lavori e fornitura di inerti sia per il pagamento di una percentuale sul valore complessivo dell’appalto. Alcuni degli indagati, secondo gli inquirenti, sarebbero coinvolti i nel recente incendio di una betoniera con aggressione ed intimidazione al conducente .

La cosa incredibile  è che tra i destinatari delle misure restrittive figurano oltre a soggetti con precedenti specifici di appartenenza ai gruppi camorristici dell'area,  anche e soprattutto tre imprenditori i quali, in netta contrapposizione con i colleghi che hanno scelto la strada della denuncia, hanno funto da intermediari e concorrenti dei camorristi, proponendosi in più di un’occasione quali latori delle richieste estorsive dei delinquenti - a volte - quali veri e propri collettori-percettori dei relativi versamenti, da "girare" poi a questi ultimi. Le indagini sono tuttora in corso al fine di accertare quali siano le ulteriori imprese favorite dalle attività di imposizione del clan.

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