La Befana nella Terra dei fuochi

Andrea America

 Ieri sera ero fermo con l’amico Stefano Minale sui marciapiedi al centro di Marigliano. Discutevamo del più e del meno, delle trascorse feste natalizie. All’improvviso si è fermata la befana per salutarci, una vecchia amica che conoscevo sin da bambino, con la quale ci divertivamo un mondo con i suoi giocattoli, le sue pistole a salve, i suoi carrarmati, le sue automobiline. Confesso di aver fatto fatica a conoscerla. La ricordavo giovane bella e profumata, l’ho ritrovata invecchiata, brutta, le vesti rattoppate, un sacco vuoto sulle spalle, una scopa consumata in mano.

Sembrava una vecchia strega. Era di ritorno da Brusciano e passata per Mariglianella. Mi ha fatto tenerezza, avrei voluto chiederle del perché fosse così mal ridotta, del sacco vuoto e senza giocattoli, ma ho capito che la crisi del Paese investiva anche lei, e dopo un saluto, un abbraccio, un pò di sfruttamento alla memoria, un caffè al bar, l’abbiamo lasciata andare. Tra l’altro pioveva, non aveva neanche l’ombrello e moriva dal freddo. Mi raccomando le ho detto, cerca di rimetterti in salute per l’anno prossimo, non darci il dispiacere di vedere al tuo posto una befana cinese, con i suoi giocattoli tossici e scadenti che danneggiano i bambini e inquinano l’ambiente.

Non posso assumere impegni-ha risposto- Farò di tutto per guarire ed esserci. Ha aggiunto: sarei però felice se sapessi che nel 2014,dopo decenni di silenzio e di ritardi anche il vostro territorio venisse davvero bonificato, e tutti i responsabili locali e nazionali isolati e condannati. Neanche il tempo di finire e il ministro dell’ambiente dichiarava alla stampa; “ Terra dei fuochi,ritardi nelle analisi,alcuni amministratori sono collusi”. In mattinata il cardinale Sepe aveva affermato: “Nella terra dei fuochi si sta consumando un dramma umanitario; fate presto”. E allora? Allora facciamo presto.

Smettiamola con polemiche e personalismi, clientele e affari, protagonismo e speculazione, ognuno faccia la sua parte, il dramma della Terra dei fuochi impone alle istituzioni, agli amministratori, alla politica, ai Babbo Natale e alle Befane, di ricordarsi che in questo territorio ci sono decine di migliaia di bambini che non possono respirare, non sanno cosa mangiare e perché si ammalano. Facciamo presto, altro che restare in attesa della befana che arriva, con il rischio di non trovare più i bambini. Presto da subito. Domani è tardi. Tutto il resto sono giocattoli cinesi.

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