Anche questo 2013 sta andando in pensione

Redazione

Almeno lui ha una certezza! Riceviamo e pubblichiamo

Anche a Mariglianella è tempo di bilanci, di tirare le somme, di dire come è andata!Mi sento, però, di volgere il mio sguardo e le mie attenzioni ai giovani disoccupati di Mariglianella, ai padri senza lavoro e a chi prima aveva un titolo di studio e che oggi per colpa del fallimento e della crisi si ritrova solo con un bel pezzo di carta tra le mani. " Vostro figlio è uno studente che studia”
Mi sento di volgere il mio sguardo e le mie attenzioni a tutte quelle famiglie che vivono non la Crisi, ma la Povertà con l’unica arma che adesso è in loro possesso: La Dignità.

Ogni uomo, senza distinzioni di sesso, di età o di razza merita un rispetto incondizionato e che mai la Ragion di stato può prevalere! Mi sento allora di volgere il mio sguardo, ma soprattutto di dare fiato ai miei polmoni e di dire: può mai la Scuola essere vittima di un sistema politico? Può mai la scuola vivere di quei pochi soldi, donati come se fosse elemosina e non vivere e percepirla con Agire caritatevole? Può una comunità non chiedere o pretendere di più? Può un’amministrazione lasciare che delle strutture diventino inadeguate per progettare recite, attività formative, progettuali? Può un sistema politico non credere e pensare che il bambino deve stare al centro della dialettica politica? Come posso, o come si può pensare di non immaginare un Futuro, e se questo non avviene, allora che senso ha pianificare un Presente?

Mi ritornano le parole di Mandela,” io sono il capitano del mio destino”. Un paese, come il nostro, non è quello che vediamo , bensì è la rappresentazione mentale che di esso abbiamo! Allora , l’anima di ogni cittadino può essere vista come se fosse un piccolo teatro interiore e dare vita, insieme alla Coscienza, alla propria, ad un dialogo fatto di Vivo nel paese che vorrei? Questo voglio? Il mio grado di felicità e misurato in base al concetto “ c’è sta chi sta peggio di me”? Pinzellacchere! Mi sento allora di volgere il mio sguardo alla attività commerciali, che altro non sono ormai che attività a conduzione familiare, ormai! Anche per loro mi sento di spezzare una lancia: le stiamo lasciando morire. Stiamo uccidendo le attività commerciali riempendole di tasse ed abbassando notevolmente il potere d’acquisto ai cittadini prediligendo per costoro la cultura del debito. Le attività commerciali sono state ammazzate tempo fa. Le attività commerciali sono state ammazzate dalla logica del consumismo globale. Le attività commerciali sono state ammazzate dalla frenesia dello shopping. Le attività commerciali sono state ammazzate con il sorgere dei Centri commerciali e adesso con il loro pullulare , si stanno facendo la guerra a vicenda. Vedi Ipercoop di Afragola.

Mi sento ancora di dire e di volgere soprattutto lo sguardo ai disabili del nostro paese e rivolgere al nostro Sindaco e l’amministrazione tutta il mio grido: Vogliamo abbattere le barriere architettoniche? Vogliamo permettere che sia il paese che si abitui a risolvere i problemi e non un disabile ad adattarsi ad una condizione che è il frutto di semplice calcoli sbagliati e di poca sensibilità? Io personalmente qualcuno lo ghigliottinerei! Possiamo mai permetterci di non avere ancora quel tipo di sensibilità che non ci dovrebbe rendere Diversi ma Normali? Possiamo ancora pensare che i nostri marciapiedi devono essere larghi dieci metri e vivere in connivenza con il passaggio pedonale e la sosta delle automobili?

Ogni mattina
quando imbuco la strada che mi conduce al lavoro leggo una frase spillata sul grattacielo dello stabilimento Fiat, elogio del fallimento industriale: “noi siamo quello che facciamo”.
Io aggiungerei: Non quello che diciamo di essere! E’ questo quello che vogliamo? E’ questo quello che noi tutti aneliamo per il nostro paese? Non mi importa sapere o conoscere la vostra risposta ma solo sapere che siete stati in grado di capire la domanda! Per questo 2014 non auguro niente a nessuno, ma regalo una cosa: un mattone, simbolico.
Noi tutti, insieme se lo vogliamo, possiamo costruire un grande paese e allora, forse, Mariglianella non sarà poi così piccola, “Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo, suppuorteme vicino-che te 'mporta? Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive: nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

Giancarlo Palmese

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