Marigliano, caos nella guardia medica

Redazione

Ora c'è il rischio che il servizio venga soppresso.

MARIGLIANO -  Caos nella guardia medica, che porta disagi per 4 Comuni. Rischia di chiudere il servizio a Marigliano e di essere trasferito a Somma Vesuviana. La guardia medica è, infatti, senza linea telefonica da 5 mesi e in condizioni indecorose. Gli utenti sono inviperiti per i continui disagi. E scoppia la rivolta. Il Comune ha concesso in comodato d’uso i locali ai vertici del’Asl per soli sei mesi per consentire l’esecuzione di lavori e per tutelare la propria utenza.

Il 27 gennaio, infatti, scadrà la convenzione con il Comune di Marigliano per la sede della struttura e per l'utilizzo dei locali del'ex casa del fascio. Il servizio dovrà traslocare. La vecchia sede di Corso Umberto I, da dove la struttura sanitaria fu trasferita per lavori urgenti da eseguire, stando alle proteste dei cittadini, non è più disponibile in quanto l'Asl intenderebbe affidarla solo ai servizi per diversamente abili. Si tratta di notizie trapelate dagli ambienti degli stessi addetti ai lavori, dove si dice che la guardia medica di Marigliano potrebbe essere tagliata e trasferita a Somma Vesuviana escludendo comuni come Marigliano, Mariglianella, Brusciano e San Vitaliano.

Nella delibera comunale della convenzione, infatti, si specifica che, essendo il servizio di guardia medica notturno e festivo di preminente interesse pubblico per la cittadinanza e per i Comuni limitrofi, si mette a disposizione per un periodo limitato nel tempo e nelle more dell’esecuzione dei lavori nella vecchia sede dell’ex ospedale civile, l’edificio del’ex pretura ubicato in piazza Municipio.

"E' assurdo -protestano gli utenti-ci rivolgeremo al tribunale del malato. Facciano tagli sugli sprechi, ma non sulla salute. E' pazzesco quello che sta succedendo". Indignazione viene espressa anche dal sindaco di San Vitaliano, Antonio Falcone. "Sarò il primo a salire sulle barricate. Vergogna". Intanto gli operatori sanitari lavorano in una situazione davvero indecorosa senza neanche i riscaldamenti, costretti ad utilizzare una stufa elettrica portata da casa per non morire dal freddo.

Addirittura i medici devono provvedere anche alla pulizia dei locali. Come se non bastasse visto che la linea telefonica non è mai stata attivata, gli utenti sono impossibilitati a chiedere l'intervento domiciliare telefonicamente, con conseguenti disagi per gli anziani e i non deambulanti che vivono soli. I disagi interessano circa 70 mila abitanti, se si considerano anche i cittadini di Scisciano.

L’Asl dal canto suo avrebbe dovuto farsi carico delle spese di telefono, acqua, corrente e pulizia. "Nessuno mantiene gli impegni", rintuzzano gli utenti. Neanche i bagni sono disponibili. Il palazzo di città, stando alla denuncia, li avrebbe chiusi dopo che si erano otturati addebitando all'Asl 1500 euro di danni.

 

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