Marigliano, con Zappalorto arriva il P.U.C.?

Redazione

 MARIGLIANO –  L’esperto Commissario Prefettizio Zappalorto si sarà posto l’obiettivo di dare (finalmente!) regole certe a Marigliano. Si ragiona su dati Istat, su dati della Prefettura o del Comune, mentre si continua a dimenticare un… “Piano B che prescinda dall’Istat” e si pensa a chiedere la “riclassificazione” delle zone edificabili.

Noi tecnici di Marigliano ci interroghiamo sulla opportunità di “affidarci” ad una procedura di riclassificazione urbanistica che faccia valere, ricorrendo ad un Commissario ad Acta, i parametri previsti dal maledetto PRG approvato nel 1990. E’ fresca la memoria di una riclassificazione di un fondo B1 che si è visto riassegnare un indice di fabbricabilità fondiaria di If=1,5 mc/mq. Intanto, al Tar Campania, l’Ente Comunale, come quello Provinciale, non ha chiesto di fissare il merito e la storia potrebbe andare avanti per anni, mentre i cittadini attendono. L’oggetto del contendere continua ad essere il numero di abitanti … ma c’è un piano “B” che prescinde dall’Istat: una soluzione che, chissà perché, non viene mai citata dagli Atti Comunali ….Voglio ripetermi, sperando che questo mio scritto venga letto dallo stimato Commissario Prefettizio che, sono certo, ha come obiettivo primario, quello di dare regole uguali per tutti al nostro territorio. Per questa ragione ripropongo uno stralcio di un mio scritto di quasi un anno fa, ormai: …

“Proviamo a raccogliere i rumors dei concittadini: la Provincia, un Ente dichiarato inutile dalla politica nazionale, dà lo stop alla Giunta Municipale locale, in merito al P.U.C. . Sì, la Provincia, che non dato il via definitivo a quello suo di “p.u.c.”! Ossia a quel P.T.C.P., a quel piano urbanistico a cui i 92 Comuni partenopei devono allinearsi quando redigono che cosa?! Ma un P.U.C. naturalmente, cari concittadini! Che altro sennò!! Anzi, uno straccio di PTCP la Provincia dice di averlo: quello fatto dalla sinistra, aggiornato all’anno 2007. Un P.t.c.p. che la “sinistra” stessa ora considererebbe obsoleto e da rifare, alla luce della perimetrazione delle nuove “zone rosse”. Cercando di non essere fraintesi, diciamo che la sinistra (ma esiste ancora la differenza tra sinistra e destra?) di quelle carte farebbe, con molte probabilità, un uso ben diverso. Due Enti, dicevo: uno provinciale ed uno comunale.

Due Enti:“Mamma” e “figlia” che litigano su cosa??!! Sul numero degli abitanti della nostra città”! Ma vi rendete conto!? “Mammà”, guarda che i dati Istat sono errati, noi abbiamo valutato quelli reali, sono stati contati i cittadini ad uno ad uno, dall’Ufficio Anagrafe!! Dice il Comune di Marigliano. “La legge è legge e vassi rispettata!” Tuona la madre Provincia. Ecco che Comune e Provincia, figlia e mamma per l’appunto, affilano le armi e si ricorre al Tar Campania per la sospensiva del provvedimento provinciale. Il ricorso è il n° 1305/2013. La provincia, letta la proposta di deliberazione n° 22 del 27 marzo scorso, ha dato mandato all’Area Legale di resistere alla richiesta di sospensiva del Comune di Marigliano.

E’ doveroso, però, che dica una cosa: è lo Stesso Ente Provincia che, nella “relazione istruttoria negativa”, afferma che Marigliano ha assorbito una quota di alloggi da destinare alla “Zona Rossa”, pari, se non erro, a circa il 4,5% del fabbisogno totale (Commissario, La prego, rilegga questo passo!). Poteva assorbirne fino al 15%! Orbene, dico io, ma se c’è un gap, un delta, insomma una differenza, anche un errore (voglio esagerare, tiè!) tra noi cittadini pecoroni contati dall’Istat e noi cittadini, sempre più pecoroni, me compreso, contati dall’ufficio anagrafe comunale, ma Santo Iddio, perché non chiedere che, in via subordinata, la differenza venga eventualmente assorbita da un maggiore servigio reso alla Zona Rossa? Chiariamo subito ai tecnici che sulle “carte” non è indicata la distribuzione del 4,5%. Parimenti non dovrebbe essere indicata quella relativa fino al 15%! Né la Provincia lo ha mai chiesto, o sbaglio?! Il mio è un accorato appello: chiediamo che, eventualmente, in via subordinata, sia consentito di assorbire la contestata differenze del numero di abitanti in termini di contingente a favore della Zona Rossa. Due giorni fa, giovedì, ho avuto il piacere di esporre questa considerazione alla Direzione Urbanistica Provinciale, proprio subito dopo l’incontro cui avevano partecipato il Nostro Commissario Prefettizio, il Segretario Comunale, gli ingegneri dell’Ufficio Tecnico (è stato un caso, ero andato a discutere di riclassificazione urbanistica!). Ebbene, la Direzione si è detta stupita che ciò non sia mai stato chiesto dal Nostro Ente Comunale, pur essendo evidenziato dall’attento Relatore di Via Don Bosco.

Azzerare tutto il lavoro fin qui fatto per il P.U.C. e fare tabula rasa sarebbe un clamoroso fallimento. Come quando hanno fallito il prof. D’Ambrosio e chi gli diede l’incarico di redigere anche la variante al suo stesso pessimo piano, che ci rende ostaggi della politica dal 1984; o come hanno fallito i Sindaci e i Commissari che si sono avvicendati: “variante dei servizi”, “variante ponte”, “variante della variante”. Illusioni, spreco di tempo e di danaro pubblico, migliaia di ricorsi, di osservazioni …. Già vedo la faccia nauseata di chi dice che questo piano non s’ha da fare! A questi signori io voglio dire che Marigliano attende regole certe ed uguali per tutti da 30 anni!! All’Agenzia delle Entrate continuo a dire che non può pretendere che le imposte (anche in fase di successione ereditaria!) siano calcolate come per i terreni edificabili, sulla scorta della “suscettività alla edificazione”, quando non vi si può edificare manco la cuccia per il mio labrador!

Gli eventi economici e politici stanno distruggendo le oneste aziende edili. Ho un dato alla mano che è inconfutabile: per un mio progetto, a fronte della possibilità di costruire 40 appartamenti, su ben 400 e passa Imprese consociate Acen (Associazione costruttori edili napoletani), se ne sono dichiarate disponibili solo 3. Ma non basta: le 3 imprese stanno valutando l’invenduto che il mercato immobiliare offre … Già, l’invenduto: c’è chi maligna che il Puc non s’ha da fare perchè i concittadini debbono avere perenne fame di casa. La stessa fame di casa che ha mortificato la dignità dei Mariglianesi che sono stati elevati al rango di criminali, a causa dei sottotetti regolarmente autorizzati. Che vergogna: una volta nei sottotetti ci mettevano ad essiccare le “nocelle”!

La crisi economica
mondiale che stiamo vivendo comporta minore disponibilità di erogazione di moneta da parte delle banche e genera invenduto. C’è chi potrebbe malignare che, a tutela delle grosse imprese che sul territorio ci investono, non si deve “aprire il rubinetto” della piccola edilizia “artigianale e familiare” locale, che questo P.U.C. promuoverebbe. Per questo io dico che, invece, il P.u.c. s’ha da fare! Dobbiamo smetterla con il “gioco delle tre carte”! Marigliano, i giovani, i tecnici, hanno il diritto di avere regole certe e uguali per tutti. Lo ha detto anche il papa: politici e politicanti, non togliete la speranza ai giovani! Saranno gli anni che avanzano, ma io un’altra redazione (chi ci assicura che non sarebbe anch’essa fallimentare?) di un altro P.u.c. non me la auguro. Meglio, dunque, un piano non condiviso da tutti, che non averne affatto. Basta con l’anarchia urbanistica! Buon lavoro Commissario Zappalorto!

Nino Serpico architetto

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